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Ah, Paul Pogba. C'è chi si chiede quanto vale (tanto), chi lo desidera (tanti), chi può permetterselo (pochi). Ma anche chi lo definisce la Gioconda, chi lo ha preso a zero prima - il Le Havre, a 14 anni - e chi lo ha preso a zero dopo, la Juventus. Il resto sono pagine da scrivere. Quelle di un embrione di campione vero che sta diventando grande, tra i sogni bianconeri e le occhiate di fuoco con le più ricche signore del calcio europeo. Eppure, c'è anche chi Pogba poteva prenderlo a zero prima che fosse la Juventus a blindarlo, grazie all'intuizione di Beppe Marotta e Fabio Paratici con il lavoro di convincimento su Paul e la sua famiglia. 

Estate 2011, quella precedente all'arrivo di Pogba in bianconero. Il contratto di Paul col Manchester United scade nel giugno 2012, l'intenzione di non rinnovare è nota a tutti, nonostante i tentativi di un certo Sir Alex Ferguson. Niente da fare. Mino Raiola vuole portare Pogba altrove, dove può giocare da subito e diventare un affare economico per tutti. Per chi sposta il giocatore ma soprattutto per chi acquista uno dei talenti più interessanti d'Europa, classe 1993. Le mosse della Juventus sono serie, concrete: Paratici tiene contatti stretti con Raiola, in un incontro promette a Pogba in persona lo spazio che si sarebbe meritato, a patto che il suo impegno fosse totale. Così sarà. Ma le telefonate di proposta per Paul arrivano anche alle altre big, Raiola sa come muoversi. 

I rapporti di Mino con l'Inter sono ai minimi storici: Ibrahimovic, Maxwell, Balotelli, tutti gli uomini della scuderia Raiola salutano il nerazzurro nel giro di un paio d'anni. Rottura totale, in poche parole. Per questo l'idea Paul sfiora l'Inter senza entrare nel merito, eccessivi anche i costi dell'affare. Chi ci pensa seriamente è invece Enrico Preziosi, presidente del Genoa, particolarmente legato al Milan in questo tipo di operazioni con l'amico Galliani. L'affare Boateng in comproprietà è un capolavoro, Pogba diventa un tentazione su cui il Genoa riflette con il Milan perché per Raiola è conditio sine qua non: è necessaria almeno la compartecipazione con una big, altrimenti Paul non si muove. Come è andata a finire? A frenare tutto sono stati i costi dell'affare. Perché il cartellino di Pogba costava zero, vero; ma il prezzo di intermediazione per portare a termine l'affare è risultato eccessivo, unito all'ingaggio importante di un ragazzo di 18 anni ancora non affermato, ovvero attorno ai 600 mila euro all'anno per quattro stagioni. Insomma, giochi... troppo Preziosi. Ma il mercato è fatto anche di questo. Perché la Juventus insiste, ha la parola di Paul, brucia la concorrenza dubitante e si porta a casa Pogba. Quattro anni dopo si può dire: un vero capolavoro.
Fabrizio Romano