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Giocare in 5 Mondiali è impresa di pochissimi e da grandissimi e non siamo certo qui a dire che CR7 non lo sia stato (attenzione alla forma verbale). Nessuno, poi, era riuscito a segnare in 5 Mondiali, per dire nemmeno Messi. Ecco quindi che Cristiano merita solo applausi e gratitudine per quanto ha regalato al calcio nella sua lunghissima carriera, illustrata da numeri che tutti conoscono e che non serve ricordare. Le sue lacrime al debutto in Qatar, hanno lasciato il segno quasi quanto il rigore che ha aggiornato le statistiche.

Eppure, l’uomo dei record rischia di diventare il freno a mano di una squadra molto forte, forse come mai, più forte anche di quando nel 2016 vinse l’Europeo: allora c’era soprattutto il CR7 migliore, oggi c’è una squadra equilibrata in tutti i reparti, cresciuta in autostima ed esperienza e che si permette di tenere Leao in panchina e Renato Sanches addirittura a casa. Unico dubbio (personale), il ct Santos, all’apparenza un tecnico senza coraggio e con poche idee.

Ronaldo giocherà da titolare ogni partita che il Portogallo disputerà in Qatar, non è scritto da nessuna parte, ma si sa che sarà così. Da centravanti, come mai ha voluto fare in carriera, perché oggi solo così può ancora aggiornare la sua storia, ciò che ormai gl’interessa sopra ogni cosa, come dimostrano le sue ultime stagioni, dalla Juventus in poi. Emarginato da Ten Hag, perché non giudicato più all’altezza del suo passato, ha rotto col Manchester United e ha scelto il Qatar come vetrina, in vendita come sempre al miglior offerente, lui con i suoi 500 milioni di follower.
Segnerà probabilmente qualche altro gol, ma limiterà le scelte del suo ct e il gioco della squadra, accentrandolo sul suo ego, come già si è visto contro il Ghana. La sua media mondiale peraltro è inferiore al resto della carriera. “Solo” 8 gol in 18 partite. Ben 23 giocatori ne hanno segnati più di lui, persino giocando meno partite: non solo Pelé (12 in 14 partite), anche Bobo Vieri (9 in 9 partite) e molti altri hanno una media-gol superiore.

Molto al Portogallo potrebbe invece dare Leao, anche più di CR7, se Santos troverà il coraggio di farlo giocare dall’inizio e con continuità in un Mondiale molto chiuso e, con rare eccezioni, anche molto tattico, il suo cambio di passo e la sua forza fisica possono fare le differenza, abbinati alla freschezza e al talento del resto della squadra. Se, almeno per noi, Mbappé è la stella assoluta di Qatar 2022, Leao resta la sua miglior imitazione. Che non è una diminutio, ma un grande complimento. E se comincia anche a segnare con continuità, come ha fatto all’esordio: un tiro, un gol, la forbice col fuoriclasse di Descahmps finirà anche per restringersi.
@GianniVisnadi