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Cristiano Ronaldo, stella della Juventus, ha rilasciato una lunga intervista a TVI. Dopo le anticipazioni di ieri, ecco le altre parole del numero 7 bianconero: "Non ho bisogno del calcio per vivere bene, sono tranquillo a livello finanziario. Quello di cui ho bisogno sono progetti allettanti e quello della Juve lo è. Mi è sempre piaciuta questa squadra, è la migliore in Italia e fra le migliori al mondo, ha sempre combattuto per imporsi in Europa. E dopo aver vinto in Inghilterra e Spagna, ho vinto anche in Italia e sono felice di essere qui. Tutti vogliono conquistare la Champions, anche noi, ma non dobbiamo viverla come un'ossessione, lasciamo che le cose facciano il loro corso e andiamo passo per passo. E poi bisogna ricordare che i soldi non fanno grandi le squadre. Guardate da quanti anni Barcellona, Bayern o Psg non vincono la Champions". 

SULLA SCONFITTA - "Qualche anno fa stavo peggio. Se perdevo, a volte non cenavo, entravo in stanza e ne uscivo il giorno dopo. Con la maturità, ho imparato che la cosa più importante nella vita non è il calcio. Ovviamente devi essere concentrato, perché è il tuo lavoro, ma puoi anche disconnetterti. Georgina non sa nulla di calcio e ne sono contento. Ragiona come me e mi appoggia nelle scelte, come quella di venire a Torino". 

SUL RITIRO - "Potrei chiudere la carriera il prossimo anno ma potrei giocare anche fino a 40, 41 anni. Non so, quello che dico sempre è che bisogna godersi il momento. Il presente è eccellente e devo godermelo. Credo che nessun giocatore detenga più record di me. Non è stato facile lasciare Madrid. Ho vissuto lì per nove anni, il 60% della mia carriera, ho alzato 17 trofei, era diventato tutto una routine. Ma volevo una sfida diversa e sono molto felice di essere qui. Lasciare Madrid è stato ancora più complicato per mio figlio Cristianinho perché lì aveva i suoi amici ma lo preparavo da mesi. Capiva che c'era la possibilità che il padre lasciasse il Real, non ci credeva ma sapeva che poteva succedere. Sono una persona a cui non piace rimanere in una comfort-zone e Madrid lo era abbastanza. Volevo una nuova sfida. Adattarci è stato semplice e Cris parla quattro lingue, anche meglio di me. Comunque in squadra molti parlano spagnolo e inglese. E' una sfida diventare il giocatore con più militanza, ma ci sono altre priorità nella vita. Ci sono i bambini,, c'è una donna. Vale la pena affrontare questo sacrificio, ma certo amo le sfide e perfezionarmi". 

SUI PREMI - "Ho vinto tanto. E molte volte in cui non ho vinto, ho sentito che era giusto.  Altre volte no. Chi vince, ha sempre ragione e io sono uno dei migliori nel mio lavoro, sono ormai nella storia del calcio. Non è un caso se io e Messi siamo gli unici ad aver vinto cinque Palloni d'Oro. Sono ossessionato dal successo. E' il mio lavoro, ma se non vinco il mondo non finisce. E ho ancora le motivazioni per cercare di affermarmi ancora, a livello di squadra e individuale, altrimenti avrei già smesso. Sarebbe facile, perché non mi manca nulla, ma quello che mi muove è la passione per il calcio e la mia voglia di vincere. Il lavoro è tutto, anche i premi Nobel sono grandi lavoratori... Mi piace imparare dagli altri atleti, come Obikwelu. Mi piace copiare i buoni esempi". 

SUL CASO MAYORGA - "E’ stato un anno molto difficile, forse il più difficile per me, ma non professionalmente parlando. Quando le persone mettono in dubbio il tuo onore, fa male, soprattutto perché ho una grande famiglia, una compagna, quattro figli, uno di 9 anni che è intelligente e capisce già: in casa entrava di tutto per colpa di un giornale, è stato davvero difficile, questa vicenda ha provato tutta la mia famiglia. E' un caso del quale non mi sento a mio agio a parlare, ma grazie al cielo si è dimostrato che sono innocente. I miei amici, i miei cari e quelli che mi amano sapevano che ero innocente. Sono orgoglioso di loro, per come hanno reagito. Lo sono una volta di più". 

SU JOAO FELIX - "E’ difficile dire quanto valgo io. Oggi qualunque giocatore costa 100 milioni. Joao  è un caso a parte. Ma se guardi i difensori venduti  a tanto e portieri a 75 milioni... E’ il mercato di adesso, è il momento che viviamo. Forse allora io  valgo 3-4 volte tanto. Il mio subconscio agisce, adesso: do il 75 per cento e non più il cento per cento. Comunque, sono motivato come fosse il primo giorno, voglio vincere tutto con la Juventus, la Champions, certo. E il mondiale 2022  sarà spettacolare"