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Ronaldo il "fenomeno" ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha parlato del prossimo campionato di Seria A e più in generale della sua amata Inter e del ritorno di Romelu Lukaku: "É tornato Lukaku, uno che soprattutto in Italia, come si è visto e come si dice, fa la differenza".

LE FAVORITE - "Tra Inter e Juve sarà una bella lotta. Io non vedo questo Milan favorito, anche se chi vince lo scudetto non si può mai considerare fuori dalla corsa. L’Inter poteva vincere già l’anno scorso, la Juve non può permettersi un altro anno sbagliato. Il Milan ha una base fatta di giocatori e di un’idea di gioco”.

ANCORA SU LUKAKU - "È voluto tornare lui, e fortemente: mi sembra già una garanzia, per l’Inter. Adesso deve ritrovare la condizione migliore. Capello dice che al Real pesavo dieci chili in più? Non credo che Lukaku mi vorrà imitare: sa che deve farsi perdonare quell’addio e che all’Inter serve il giocatore che sapeva trascinarla, anche fisicamente".

PERCHÈ L'INTER PUÓ VINCERE - "Perché poteva vincere lo scudetto già l’anno scorso, diciamo pure che ad un certo punto l’aveva praticamente vinto.. Perché Lukaku e Lautaro possono essere una coppia quasi perfetta, e si è visto anche questo. Tanto feeling, tanti gol: cose che fanno bene ad una squadra".

SE CI FOSSE STATO LUKAKU... - "Avrebbe vinto lo scudetto l'anno scorso con Romelu? Non sono un indovino, ma ci sta. L’Inter ha perso lo scudetto perdendo il derby e gestendo male gli unici due mesi di difficoltà della stagione: è in quei momenti che ti serve coraggio, vincere partite complicate invece di pareggiarle. Ti serve aggrapparti a qualcuno: aggrapparsi a uno grosso come Lukaku è più facile".
SU SKRINIAR - "Rimarrà? Questo non lo so. Ma se resta lui, nessuno dirà più nulla del fatto che Bremer è andato alla Juve: è quello che preoccupa i tifosi dell’Inter, no?".

NIENTE DYBALA - "Non sempre nel calcio si riesce a fare quello che si vuole e magari si vuole una certa cosa, ma ponendosi dei limiti. Che a livello economico l’Inter ha, e in Italia hanno in tanti, quasi tutti. A me sembra che Marotta e il mio amico Ausilio stiano già facendo i salti mortali, e saltino bene".

SU MOURINHO - "Mi diverte il fascino di Mourinho, dirigenti, calciatori, a lui è difficile dire no. José l'allenatore giusto per toccare le corde giuste di Dybala, che a Roma può diventare un idolo, come forse alla Juve non si era mai sentito fino in fondo".

OBIETTIVO ROMA - "Il pericolo può essere la troppa euforia di Roma. Puntare a tornare in Champions League a questo punto è un dovere anche se Mourinho è troppo furbo per dirlo. Parlare di scudetto sarebbe bruciare un progetto di lavoro. Un fatto è certo, giocare all'Olimpico quest'anno sarà un bell'inferno per tutti".