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Arrigo Sacchi dice sì alle squadre B. Il coordinatore delle nazionali giovanili azzurre ha dichiarato in occasione dell'incontro di oggi a Coverciano con i responsabili dei settori giovanili di Serie A e B: "Bisogna cambiare la cultura e investire molto sul settore tecnico, obbligando i club ad avere un responsabile uscito dal supercorso di Coverciano che però dovrebbe durare uno o due anni e non solo un mese come oggi". 

"Le squadre B sarebbero l'epilogo giusto di un collegamento che dovrebbe partire dai ragazzini di 10-11 anni e arrivare all'ultimo stadio rappresentato proprio dalle squadre B, che poi a sua volta fornirebbero i giocatori alle prime squadre, dove il filo conduttore dovrebbe essere il gioco. Invece in Italia cambiamo tre allenatori a stagione, quindi il gioco non può essere il filo conduttore. I giovani non giocano e i club vanno alla ricerca dei calciatori più esperti e maturi con maggiore personalità".