"Se votate Salvini bruciate i miei cd e strappate le mie magliette". "Salvini? Pensi alla politica e non ai cambi del Milan". Cosa hanno in comune queste due dichiarazioni, rilasciate da due personaggi, il rapper Salmo e l'allenatore del Milan Gattuso, apparentemente agli antipodi? Se si esclude l'ideologia politica, le due frasi denotano un reale e diffuso senso di fastidio nei confronti di un Ministro dell'Interno che si comporta da italiano medio ed è solito lanciarsi in discorsi da bar, spesso anche con toni beceri, nonostante sia insignito di una carica istituzionale importante. Salvini critica il Milan, Salvini dice "mandiamoli a casa loro", Salvini chiude i porti e fa la voce grossa, Salvini twitta ironicamente in risposta ai rapper chiamandoli "fratello", Salvini si comporta da spocchioso sui social nei confronti di tre studentesse sedicenni: da un vice premier non ci si può e non ci si deve aspettare un simile atteggiamento. 

Il problema è che tutto questo sta diventando sempre più la normalità. E allora ben vengano Gattuso, che in realtà dopo l'ultima partita vinta contro il Parma ha smorzato i toni, Balotelli ("Penso che siamo in molti a voler fare due chiacchiere con lui, mister"), Salmo, Gemitaiz e tutti coloro che non ci stanno e rispondono per le rime. Visto che oggi il richiamo a un'intelligenza sociale, a una moderazione dei toni e a un clima più umano non arriva più neanche da alcuni grandi cantautori che per anni hanno provato ad aprire le menti (basti pensare a Edoardo Bennato e alla sua recente foto sorridente con Salvini dopo un concerto) nella musica oggi sono soprattutto i rapper a esprimere un minimo di dissenso. 

Salmo ha tanto da dire con la sua musica: ha fatto un album (Playlist, uscito lo scorso 9 novembre) in cui emerge tutta la sua cultura musicale (all’hip hop unisce un’anima rock ed è anche un ottimo batterista) e non, e si esprime profondamente su più tematiche: dal razzismo, all’emarginazione, dalla povertà alla religione fino alla depressione. Dal vivo è uno spettacolo e sarà possibile vederlo in giro per l’Italia dal prossimo marzo o, per i più fortunati, già a dicembre a Vigevano, Milano (Forum di Assago) e Roma (Palazzo dello Sport) in tre date già sold out da tempo. E allora ben venga anche un’esposizione su un personaggio come Salvini, che gli toglierà magari qualche ascoltatore ma gli farà sicuramente guadagnare una ancor maggiore credibilità. 

"Questa è l'Italia, pistole e dialetto" e ancora "razzisti che ascoltano hip hop, qualcosa non torna", canta il rapper sardo nella opening track di Playlist dal titolo calcistico 90 min. Salmo è uno di quei rapper le cui rime fanno discutere e ragionare, quella vecchia scuola di cui fa parte tra gli altri anche Gemitaiz. I due sono finiti anche, in maniera sarcastica, sui manifesti della Lega in occasione della manifestazione "Io Sto con Salvini" di sabato 8 dicembre a Piazza del Popolo a Roma: una trovata comunicativa che è più da striscione sfottò allo stadio che da partito politico al Governo, come se ormai non si capisse più la differenza tra i due terreni di gioco. 

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Anche Pamela Anderson attacca Matteo Salvini su Twitter, dove però il ministro dell'Interno spopola: il suo account è il più menzionato in Italia nel 2018 dietro solo a YouTube ma davanti agli One Direction (3°), alla Juventus (8a) e ad Ariana Grande (10a); #salvini è al secondo posto anche tra gli hashtag più gettonati alle spalle di #amici17 e davanti a #directioners. 

Intanto tutti tornano nel loro campo: Salmo stasera a X Factor (dove è stato anche a un passo dal diventare giudice dopo l’esclusione di Asia Argento), Salvini sabato in piazza e Gattuso domenica a San Siro contro il Torino. Lì sicuramente tutti potranno giocare in casa, in attesa di incontrarsi magari in Arabia Saudita in occasione della Supercoppa italiana tra Juventus e Milan il 16 gennaio, quando il bianconero Salmo sarà favorito ma in minoranza.