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“Questa stagione di Gomorra, l’ultima, sarà intensa, ricca di tensione, di odio, di sentimenti. Sì, anche di morti”. Salvatore Esposito sembra un rullo compressore. Non si ferma mai, ma la sua voce al telefono è sempre forte e chiara. Parla con franchezza, senza paura di esporsi. È emozionato per la fine di un capitolo importante della sua vita. Gomorra per lui è stato il trampolino di lancio per cinema e televisione. Tutti, guardando il suo Genny Savastano, lo hanno conosciuto e riconosciuto come grande attore. Lui intanto ha scritto pure un romanzo, “Lo sciamano”, che presto diventerà una serie tv. Ma da venerdì 19 novembre torna Gomorra - produzione Sky Original, in esclusiva sul canale Sky Atlantic e in streaming su Now tv - per la resa dei conti finale.

Salvatore, cosa ci può anticipare di questa ultima stagione?
“Sarà intensa: odio, morti, sentimenti, colpi di scena. Nel primo episodio capiremo cosa è accaduto a Genny nel lasso di tempo in cui si svolge ‘L’immortale’ (la storia del suo amico/nemico Ciro Di Marzio, ndr). Nel secondo ci sarà una sorta di ricongiungimento tra serie e film. Alla fine credo che tutti i personaggi faranno in modo che a vincere sia l’amore, nel modo ‘gomorriano’ del termine”.

Ha recitato con Luc Besson, poi in Fargo, ma molti la continuano a identificare con il personaggio Genny Savastano. Sente la necessità di liberarsi di questo ruolo?
“Ho preso parte a progetti in Italia e all’estero, ma faccio questo mestiere solo da sette anni: per me è stata solo una fortuna avere tra le mani un personaggio come Genny. Sarò sempre grato a Stefano Sollima (uno dei registi di Gomorra, ndr). Ora cercherò di dare la stessa intensità e dedizione ad altri ruoli. Sarebbe bello creare altri personaggi iconici come Genny”.

Anche grazie alla popolarità di Gomorra lei, grande tifoso del Napoli, ha potuto conoscere Maradona in un evento al teatro San Carlo. Che ricordi ha di quel momento?
“Un sogno. Incontrarlo sul palco del San Carlo è stato un sogno diventato realtà. Diego mi ha abbracciato e mi ha detto: ‘E’ un grande onore per me conoscerti’. Incredibile! Era un grande fan di Gomorra. Conoscere il mio idolo, fare una chiacchierata con lui: ecco, questa è e sarà una cosa che porterò con me in eterno”.

Con Maradona il Napoli ha vinto il suo ultimo scudetto nel 90. Nel 2018 lo ha solo sfiorato.
“Credo che quel Napoli di Sarri lo meritasse. L’abbiamo perso, o ce l’hanno tolto in quel modo... Io continuo a sperare, da tifoso, di avere questa soddisfazione”.

Oggi il Napoli condivide la vetta della classifica con il Milan. Può essere questo l’anno buono?
“Mah, non lo so. Però dati alla mano arriviamo da un girone di ritorno, nell’ultimo campionato, in cui abbiamo chiuso praticamente da imbattuti. E, ad oggi, il trend sta proseguendo. Questo significa che la squadra è forte. Mister Spalletti ha portato quello che mancava, ossia compattezza nel reparto arretrato e concretezza davanti. Quindi nello scudetto ci speriamo. Non lo diciamo, ma ci speriamo”.

Domenica c’è Inter-Napoli.
“Sarà una partita dura, anche se bella. Vediamo come va”.

Lei è amico di Lorenzo Insigne. Cosa pensa succederà a fine stagione? Rinnoverà il suo contratto o andrà via?
“Non conosco le dinamiche del suo contratto, non so che scelta farà. So quello che spero io e, insieme a me, tanti tifosi. Vale a dire che alla fine De Laurentiis e Insigne trovino un accordo, riescano a far sì che Lorenzo, un figlio di Napoli, il capitano, riesca a concludere la sua carriera in azzurro. A me non piace dare colpe, né attribuire torto o ragione a qualcuno. Però penso che tutti dovrebbero pensare solo ed esclusivamente al bene del Napoli”.

@andreasereni90