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La Sampdoria contro la storia del calcio. Se si esclude lo Zenit, che fa parte della nouvelle vague del pallone, Siviglia, Ajax, Werder Brema e Tottenham sono formazioni che da sempre frequentano i salotti buoni d'Europa. Queste le 'big', senza escludere la possibilità di incontrare altre avversarie ostiche come Fenerbahce o Dinamo Kiev. Loro, in caso di qualificazione dal terzo turno potrebbero sfidare i blucerchiati, nel playoff che conduce al torneo a gironi. Ma tra le cinque possibili big gli iberici del Siviglia sono quelli che sarebbe meglio tenere lontani da Genova. E' vero che hanno ottenuto la qualificazione sul filo del rasoio grazie a un gol al 93' del 'canterano' Rodri contro l'Almeria, ma, ironia della sorte, l'arrivo dell'ex sampdoriano Stankevicius ha prodotto un effetto domino in positivo, permettendo al tecnico Antonio Alvarez (ad interim dopo l'esonero di Manolo Jimenez) di scalare il geometrico Adriano Correia in mezzo al campo a fianco del play ivoriano Zokora. I pericoli maggiori arrivano dal tandem offensivo Kanoute-Luis Fabiano, tra i più temibili della Liga. I maligni sostengono che il Werder Brema proponga un calcio più redditizio dopo la cessione di Diego alla Juventus. In realtà la squadra che Thomas Schaaf guida ormai ininterrottamente da undici stagioni è solo più solida e quadrata. I tedeschi sono l'immagine allo specchio del loro allenatore, un ex mastino armato di clava. La tenuta atletica è il fiore all'occhiello di un gruppo che ruota attorno al turco naturalizzato Mesut Ozil. Cresciuto all'ombra di Diego, è esploso proprio quando il brasiliano ha fatto le valigie per Torino. Frings e Borowski sulla mediana, ma soprattutto Mertesacker nel cuore della difesa, srotolano un filo spinato difficilmente oltrepassabile. Lo Zenit è guidato da una vecchia conoscenza dei blucerchiati, quel Luciano Spalletti che alla Samp visse il periodo più nero della sua carriera. A San Pietroburgo il tecnico di Certaldo è partito col piede giusto: ha vinto la coppa nazionale contro il modesto Sibir Novosibirsk e guida dopo undici giornate la classifica della 'Rosgosstrakh Championship'. Da tenere d'occhio la verve offensiva del lusitano Danny, risorto dopo stagioni interlocutorie a Lisbona e Mosca, e i centrocampisti Roman Shirokov e Vladimir Bystrov, che partendo dalla distanza sanno fare male. Il recente acquisto del serbo Danko Lazovic dal Psv Eindhoven è il classico valore aggiunto. Non avrebbe quasi bisogno di presentazioni il Tottenham. Il blasone parla a favore dei londinesi che hanno ottenuto la qualificazione a spese del City di Mancini. Difficile trovare un punto debole nella pattuglia di Redknapp che può contare su un laterale di difesa come Gareth Bale (apprezzato dal Milan), sulla fantasia di Modric, sui gol di Crouch e Defoe e sull'imprevedibilità di Corluka, Jenas e Kranjcar. L'unica nota stonata è il portiere brasiliano Heurelho Gomes, autore di topiche clamorose che comunque non l'hanno ostacolato nella corsa alla maglia di vice Julio Cesar per il Sudafrica. Lui si giustifica affermando di essere poco amato perché sprovvisto di physique du role. L'Ajax è la storia del calcio europeo, e le quattro Champions conquistate sono il marchio di nobiltà dei lancieri, un po' caduti in disgrazia dopo i fasti della gestione Van Gaal. La parziale resurrezione, nonostante un titolo che in Arena Boulevard non vedono da sei anni, è in controtendenza per chi sforna giovani a getto continuo. Gli innesti di giocatori esperti come il centravanti serbo Pantelic, pescato dall'Hertha Berlino, e il compagno di reparto Luis Alberto Suarez, uruguagio prelevato dal Groningen, sono stati provvidenziali. Insieme hanno messo a segno 51 gol in Eredivisie. Pantelic rimarrà ad Amsterdam, mentre per Suarez si è aperta una vera e propria asta con Valencia e Manchester United in prima fila. (Il Secolo XIX)