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I tifosi della Sampdoria dicono ''basta'' e, con una protesta andata in scena ieri nel cuore di Genova, hanno esplicitato in maniera netta e inequivocabile il loro malessere e il loro dissenso. Davvero tanti, probabilmente oltre 3000, i sostenitori blucerchiati che si sono dati appuntamento sotto alla Gradinata Sud alle 18.30 per un corteo annunciato da tempo. In un paio d'ore, il serpentone blucerchiato ha attraversato parte della città per arrivare sotto alla sede doriana di Corte Lambruschini.

COLPEVOLI - Nel mirino tutti i colpevoli della tremenda situazione blucerchiata, a partire dall'ex presidente Edoardo Garrone, ritenuto dal pubblico il primo artefice del disastro attuale, passando per Massimo Ferrero, che recentemente aveva ventilato la possibilità di tornare a Genova e a cui è stato fatto chiaramente capire di non essere gradito in città, per arrivare a quasi tutta la dirigenza attuale. Numerosissimi i cori contro il Viperetta, ovviamente, ma altrettanti contro l'ex proprietario e numero uno di Erg. Tanti gli striscioni in prima fila, rivolti ovviamente a Garrone e Ferrero, ma anche all'avvocato Antonio Romei, a Osti e Faggiano, al Segretario Generale Ienca e al team manager e responsabile della comunicazione Marangon. Tenuto fuori da questa dinamica il presidente Marco Lanna.
MEDIA E SQUADRA - Non sono stati risparmiati ovviamente neppure gli attuali giocatori, considerati indegni, e neppure i media, compresi i quotidiani genovesi, alcuni giornalisti locali e alcune pagine Facebook, in particolare chi da tempo cavalca l'onda della cessione del club. Una volta arrivati a Corte Lambruschini, i doriani hanno esposto uno striscione eloquente: "Rabbia, cuore ed orgoglio per l'Unione Calcio Sampdoria". Caratteristiche che, in una Sampdoria ultima in classifica e in affanno economico, bistrattata da anni di gestione Ferrero, i tifosi non riconoscono.