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Intervistato dal Corriere Mercantile, il direttore sportivo della Sampdoria Carlo Osti ripercorre le tappe dell'ultima sessione di mercato. 'In entrata abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo dati, al fine di costruire una rosa omogenea che sia in grado di raggiungere l'obiettivo della permanenza in serie A con un ragionevole anticipo sulla conclusione del campionato - spiega il dirigente blucerchiato -. Purtroppo il mercato è sempre meno fluido, la B e la C non assorbono più come un tempo i giocatori in esubero dalle squadre della massima serie e questo complica il nostro lavoro: mi spiace infatti di non aver trovato per alcuni giocatori la sistemazione più adeguata. Per tutti valga il nome di Fornasier che, rientrando in Italia dal Manchester United, a mio avviso avrebbe dovuto misurarsi con un campionato da titolare in B, per mettersi alla prova in modo utile, ma nei termini della sessione estiva non siamo riusciti a conciliare gli interessi nostri, quelli del giocatore e quelli delle controparti'.

'Fiorillo? Aveva fatto molto bene a Livorno e si erano create le premesse per una prosecuzione di tale esperienza, ma poi lo scenario è cambiato - ricorda Osti -. Comunque lavorare alla Sampdoria, in un club di A accanto a un titolare come Da Costa e con un preparatore bravissimo, è un'esperienza decisamente non sconsigliabile. Bjarnason? Il suo arrivo non è una bocciatura per nessuno: ha fatto bene a Pescara, ha tecnica e forza fisica, viene ad arricchire un reparto e ad aumentare le soluzioni a disposizione del mister, senza contare che la concorrenza giova alla squadra. Petagna? La formula contrattuale convenuta ci permette di lavorare in prospettiva con lui. Barillà? Tra le opzioni cui pensavo da tempo per quella casella, alternative a Mesbah per cui non si è mai arrivati, per un motivo o per l'altro, al dunque, c'era questo giocatore che anni fa ero quasi riuscito a portare al Lecce. Stavolta ce n'erano le condizioni: il ragazzo è entusiasta, sono molto contento di avercela fatta'.