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Il centrocampista della Sampdoria Gonzalo Villar arriva a Genova desideroso di riscatto. E il nuovo regista blucerchiato spera di potersi rilanciare grazie al mister doriano Giampaolo: “Mi sento adatto al cento per cento al modulo di gioco di Giampaolo. Penso di poter fare grandi cose con lui e con la squadra. In passato mi è capitato di essere stato costretto per richieste tattiche a trasformare il mio gioco anche radicalmente. Ho dovuto fare diverse volte le cose nelle quali non sono bravo. Ora voglio, ho cercato, una situazione adatta a me. Sono venuto per dare una mano, ricevere una mano e rialzarmi dopo l'ultima stagione, che tra Roma e Getafe è stata per me molto deludente” ha detto a Il Secolo XIX.

Fiducia che non ha sentito a Roma, con Mourinho: “Mi è successo nella scorsa stagione. A Roma ho provato la sensazione di passare da 100 a 0 e di perdere la fiducia. Da essere nel giro dei titolari (con Fonseca) e di disputare un buon Europeo Under 21 a non giocare per 22 partite di fila (con Mourinho). Mi è sembrato un po' strano... Capisco che nel calcio a uno piace di un gioco, a altri un altro. Me la sono spiegata così. Io anche quando non giocavo ho sempre dato il massimo, ho sempre rispettato i compagni, non ho mai fatto polemica, aspettando un'opportunità mai arrivata. La scelta di andare a Getafe a gennaio si è rivelata affrettata e sbagliata, perché non era una squadra adatta alle mie caratteristiche, ma sentivo di dovere allontanarmi da quella Roma. Non da Roma”.

Oltretutto, Villar già a gennaio doveva arrivare alla Samp, prima di andare al Getafe: “E invece le cose non si sono sistemate. Ma devo ringraziare il ds Faggiano, che mi è sempre stato "dietro". Mi ha chiamato spesso, facendomi sentire importante. E sentire la fiducia di qualcuno che ti vuole fortemente è fondamentale. La Samp era nel mio destino. E se il mio nome è stato accostato a altre squadre (Monza, Marsiglia e non solo), il mio desiderio è sempre stata la Samp. Un po' per il gioco di Giampaolo, un po' per tutto. Sarei venuto anche prima, ma si dovevano mettere d'accordo Samp e Roma”.
Adesso arriva la Juve, squadra che evoca buoni ricordi: “Contro i bianconeri ho giocato la mia seconda partita da titolare con la Roma e abbiamo vinto. Poi ho rigiocato un'altra volta e abbiamo perso, immeritatamente. Ha deciso uno dei soliti gol di Ronaldo... Come la vedo, con l'Atalanta se non ci annullavano ingiustamente il gol di Caputo la partita poteva prendere una piega diversa. Dobbiamo avere in testa la vittoria, altrimenti cosa facciamo tutti i giorni a Bogliasco? Nel calcio di oggi non ci sono poi tante differenze tra le "big" e le altre e i risultati a sorpresa sono sempre più frequenti”.

La Samp invece lo ha conquistato: "Mi sento molto bene e sono molto felice per come la squadra mi ha accolto. In questa Sampdoria ho trovato lo stile di gioco che si addice meglio alle mie caratteristiche. Dopo solo un paio di allenamenti mi sono sentito già inserito nel modulo di Giampaolo e sì, mi sento pronto anche per scendere in campo. Quando lui vorrà. Forma giusta? Direi di sì. Peraltro mi sono allenato forte anche nel periodo delle vacanze, appoggiandomi allo staff fisico del tennista Carlos Alcaraz, mio amico, siamo entrambi di Murcia. Ogni giorno mi sento un po' meglio, sto trasformando e plasmando il mio fisico sempre un pochino di più".

Villar ha ammesso di preferire il portare palla al gol: "Secondo me ogni calciatore ha il suo dna. Gli attaccanti pensano a "spaccare" la porta e magari appena gli si presenta l'occasione tirano, senza curarsi del compagno meglio piazzato. Ci sta. Rientra nella natura. A me succede invece di sentirmi bene nel leggere e nel condurre il gioco, nell'essere più che si può al centro della partita. Ricevere la palla, darla di prima, in velocità..." Una curiosità, Villar è iscritto all'Università: "L'anno che sono arrivato in Italia ho giocato molto e poi ho preso anche il Covid e ho perso un po' di tempo con i libri. Sono al quarto anno, se lo faccio bene posso finire. Il tempo poi è tiranno. La sera a casa faccio sempre un supplemento di allenamenti, nella mia palestra. E poi la tentazione della playstaton è spesso irresistibile. Però quando si avvicinano gli esami mi viene l'ansia e mi metto a studiare... La mia università è a Murcia, l'Ucam. Gli esami sono in presenza. A Roma venivano i professori da Murcia. Qui a Genova non so ancora"