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    Sampmania: a essere pessimisti soffri di meno

    Sampmania: a essere pessimisti soffri di meno

    • Lorenzo Montaldo
    La batosta di ieri non ci voleva. Di solito sono sempre un po’ pessimista per natura, ma mentre andavo allo stadio, lo ammetto, ero abbastanza sicuro di trascorrere un bel pomeriggio con la Sampdoria. Cielo terso, temperature estive, Marassi pieno da scoppiare, entusiasmo alle stelle: c’erano tutte le componenti per vivere finalmente una giornata piacevole con la Samp. Una di quelle che ti riconciliano con il pallone e la vita in generale.

    Invece sono tornato a casa ad orario aperitivo incavolato nero, con il morale sotto ai tacchi e la sensazione di aver visto il Doria buttare ancora una volta nel cestino una bella occasione per svoltare l’inerzia della stagione.  Vedete? Saremo genovesi, ma aspettarsi sempre il peggio non è una filosofia di vita del tutto sbagliata. Patisci meno. I blucerchiati da tempo sbagliano regolarmente tutti gli appuntamenti importanti. Di questa cosa non riesco a capacitarmene, non me ne faccio una ragione.

    I quasi 25mila del Ferraris, costretti allo stadio ad un orario orribile,  non si meritavano uno spettacolo del genere. Tra l’altro, sono particolarmente avvilito perché non riesco a trovare attenuanti e scusanti generiche. Ieri non c’è stato quell’episodio che ti fa dire “eh, però, senza quella circostanza la partita sarebbe stata diversa”, un placebo in grado di addolcire appena la pillola. Niente di tutto questo.

    La Sampdoria è stata surclassata dal Sudtirol. Gli avversari erano più veloci, più concentrati, messi meglio in campo, più reattivi e maggiormente desiderosi di prendere i tre punti. La difesa a tre (o a cinque, dipende da come volete guardarla) lascia voragini sulle fasce e aumenta le incertezze dei tre dietro. E’ un dubbio che mi porto dietro da un po’ di tempo, lo avevo già esplicitato le scorse settimane: ma non è che il Doria rendeva di più con il 4-3-2-1? Comunque, lo schieramento tattico della retroguardia non basta a giustificare il risultato perché, tutto sommato, la Sampdoria ha faticato non tanto a proteggere la porta di Stankovic, quanto piuttosto a creare azioni degne di tale nome, capaci di procurare il minimo grattacapo al portiere avversario.

    A centrocampo la Samp compassata e lenta non ha mai dato l’impressione di poter accelerare il ritmo, o di cambiare in qualsivoglia modo lo spartito dell’incontro. La squadra di Pirlo non ha creato nulla: nessuna palla gol nitida, nessun acuto o brivido. Solo tiretti sbilenchi, un paio di tentativo di imbucata e poco altro. Le due punte servono poco, se una è il solito Verre ‘ammirato’, si fa per dire, in lunghi tratti di stagione. Dove è finito il numero 10 visto con la Feralpi? Eppure aveva esultato con la mano sulla bocca, pensa basti mezza partita in un campionato a far tacere le critiche?

    Peccato poi per l’infortunio di De Luca: Borini quel lavoro lì non può farlo, si era già intuito a Palermo, si è visto di nuovo con il Sudtirol. Tra l’altro ieri Pirlo, che secondo me qualche responsabilità sulla formazione iniziale ce l’ha, aveva anche azzeccato i cambi a mio modo di vedere: fuori l’impalpabile Verre, Leoni e Darboe, dentro Pedrola, Alvarez e Depaoli. Tutto giusto, tre sostituzioni così dovrebbero cambiare la faccia della partita in Serie B. Invece, abbiamo assistito al nulla cosmico per oltre 90 minuti. 

    Leggo i soliti commenti di quelli allineati sul pensiero unico che parlano di carro, di disfattisimo e tutto il corredo di banalità assortite. Non diciamo belinate. La Samp nelle ultime uscite ha evidenziato un calo netto, a mio modo di vedere, a livello di qualità di gioco, di trame e di idee, E ciò per paradosso è coinciso con il rientro di alternative e cambi in panchina. Quasi l’ampiezza di scelta rappresentasse un alibi, inconsciamente. Ma non funziona così. Mi auguro di vedere una reazione quanto prima, rivorrei la Samp di Modena dell’andata, la migliore dell’anno per me.

    Per fortuna, guardo la classifica e vedo che siamo ancora lì, in piena bagarre playoff. Però è una consolazione magra. Due mesi fa dicevamo: “Eh, però quando avremo a disposizione tutti la musica sarà diversa”. Adesso alcuni giocatori da poter impiegare a gara in corso inizi ad averli, ma se l’annata non svolta in una partita come questa, con il pubblico che ti soffia alle spalle e ti prende per mano, come può farlo negli ipotetici playoff? Il calendario ora è bestiale, e noi non ci meritiamo di patire in giornate del genere. I 25mila del Ferraris hanno rinunciato al mare e alle gite per seguire la squadra in Serie B. Certi pomeriggi non se li meritano proprio.
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