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Non ho notizie sulla cessione. Non ne ho e non intendo averne, al netto del mio lavoro da giornalista, ovviamente. Non voglio correre lo stesso tremendo rischio di un anno fa, o tornare con la mente al momento in cui l’idea di avere Luca Vialli seduto sulla poltrona di Corte Lambruschini ci era scivolata via dalle mani, proprio in questo periodo. Non avverto assolutamente il desiderio di correre dietro a tweet, mezze frasi, cinguettii e sussurri vari, almeno fino a quando non ci saranno prove tangibili che qualcosa di concreto si dibatte tra coloro in grado di decidere il futuro della Sampdoria. Se possibile, ho ancora meno smania di occuparmi di concordati e procedure varie inerenti i tribunali. Ne capisco poco e niente, non ho studiato diritto fallimentare e lanciarsi in ipotesi o accostamenti tra i due piani, la Sampdoria e i concordati, rischia di accrescere soltanto la confusione, magari generando false speranze o eccessivi scoramenti. Lascio il compito a chi è più formato del sottoscritto, e me ne tiro fuori.

Io posso limitarmi ad analizzare le reazioni umane scatenate quando si tocca il Doria e si ipotizza un futuro divergente rispetto all’attualità. Prima cosa da notare: nessuno in realtà si è dimenticato della Sampdoria. Quante volte avete sentito dire ‘Mi sono disamorato’, ‘Ormai mi interessa molto meno’ ‘Non guardo neppure le partite’? Io decine. Ecco, erano e sono tutte bugie. Lo so perché provo esattamente la stessa cosa. Mentre te lo racconti ci credi, ti autoconvinci si tratti della verità, ma le cose non stanno così. La dimostrazione è che basta un sussulto o una lucina di speranza per risvegliare tutto quanto. Sapete cosa mi ricorda questo modo di comportarsi? Chi sbandiera in giro di non provare più nulla per lo storico amore. Diffidate quando vedete qualcuno comportarsi così. Non è vero, è una balla, la vera indifferenza non si ostenta. Vale per i fidanzati, le fidanzate, gli amici e soprattutto per la squadra del cuore. Evidentemente allora l'appiattimento passionale deriva da qualcos'altro. Magari nasce dalla scarsa identificabilità tra squadra e pubblico, dalla totale assenza di obiettivi a lungo termine, tolta la linea di galleggiamento in Serie A e qualche derby da vincere, dalla mancanza di stimoli futuribili o da un sistema calcio studiato nel suo complesso per anestetizzare e scollare sempre più i tifosi dalla loro realtà locale. E' un concetto ben più grande del classico slogan relativo all' 'andare a vedere le strisciate', ci sarebbe da scrivere un libro ma non ne abbiamo lo spazio.

La seconda considerazione da fare sarebbe bello nascesse anche in chi guida oggi la Sampdoria. Purtroppo non credo interessi l’introspezione ma pazienza, ci proviamo lo stesso. L’isteria collettiva, istantanea e praticamente uniforme scatenata semplicemente dallo stato pubblicato su Facebook da un noto giornalista, dovrebbe spingere l’attuale proprietà e dirigenza quantomeno ad un abbozzo di autocritica. Se la reazione è così unanime, se così tante teste reagiscono praticamente allo stesso modo, può essere sia stato io a sbagliare qualcosa in passato, e non tutti gli altri in torto? Se basta non dico il nome Vialli, peraltro mai fatto direttamente, ma soltanto la pallida ombra della sua presenza nel futuro della Samp a suscitare tutta questa trepidante attesa, è possibile che qualcosa non vada in me?

Attenzione, scindiamo i piani. Non sto dicendo di credere alle voci sulla cessione. Il mio pensiero è assolutamente ininfluente, totalmente carente di prove e, per questo motivo, non lo scrivo neppure. Anzi, la vicenda dello scorso anno se mai letta oggi fornisce soltanto due certezze. La prima: praticamente nessuno ha accesso ai dettagli delle negoziazioni, se non è una delle due parti ad avere interesse nel rendere noti alcuni aspetti. La seconda è che chi oggi ha in mano la Sampdoria non ha alcuna intenzione di lasciarsela sfilare. Punto. Tutto il resto sono congetture. Qui facciamo un’analisi dei comportamenti scatenati da questa notizia con l’onda lunga della sua risacca.
Sapete cosa penso? Tanti, troppi probabilmente, hanno bisogno di credere in qualcosa anche a patto di illudersi. Molte persone accettano di sopire la propria parte razionale, di mettere a tacere la vocina nella testa che ti invita a fermarti e a ragionare, pur di sognare e immaginare l’epilogo che ritengono gli spetti. E così smaniano, cercano disperatamente uno schema, un legame, una mezza frase scappata qua e là o una sciarpa blucerchiata in mano ad un medico. Non si rendono conto che la loro - e per certi versi anche la mia - è pura apofenia, ossia quel processo mentale capace di spingere il cervello a trovare inconsciamente connessioni in dati casuali. In pratica, esattamente lo stesso principio alla base dell'oroscopo o della cartomante impegnata a predire il futuro. 

Volete un consiglio spassionato? Guardatevi la foto sgranata a corredo questo articolo, è splendida e dolcissima, probabilmente sarà la cosa più tenera della vostra giornata, e mettetevi il cuore in pace. Purtroppo, il film che crediamo di meritare non lo trasmettono quasi mai. E’ vero, se lo becchi per caso facendo zapping è veramente una goduria, e dicono pure capiti una volta ogni tanto. A me però sino ad oggi non è mai successo.

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