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L’apprendistato è finito per Massimo Ferrero. Dopo la conferenza stampa, l’incontro con il sindaco e quello con i tifosi con al fianco l’ex presidente Garrone, il nuovo numero uno blucerchiato ha mosso i primi passi in solitaria mettendo a segno le prime vittorie. Lo aveva detto, anche se in pochi nell’ambiente ci avevano creduto: “dopo le parole passerò ai fatti”. Diciamolo, abituati ad un decennio di famiglia Garrone, i tifosi sampdoriani appena visto lo stile Ferreo si erano preoccupati e non poco. Troppo vulcanico, troppo esagerato, troppo diverso dal predecessore per essere anche un presidente con le giuste idee per vincere.

A pochi giorni di distanza l’opinione pubblica, non tutta certo, ma una buona parte, ha già cambiato atteggiamento. Dal mugugno si è passato nel peggiore dei casi all’astensionismo, nel senso del “ora vediamo cosa combina”, molti altri hanno addirittura iniziato a sognare. Un passo avanti importante perché è ovvio che Ferrero per prima cosa deve conquistare la fiducia della “sua” nuova gente per poter lavorare.

Perché questo cambio di idee repentine? Facile spiegarlo. Nessuno poteva pensare che in un solo week end Massimo Ferrero potesse convincere Mihajlovic e Braida a rimanere. Entrambi senza balletti strani, senza pause di riflessioni, senza nessun tentennamento hanno detto sì, segno che il neo presidente è ambizioso e vuole girare con la Samp un film importante per davvero.

Buona la prima quindi. Ora toccherà al mercato. La gente aspetta ma ora spera di divertirsi dopo anni passati a parlare di bilanci, tetto ingaggi e via dicendo. Un amico blucerchiato oggi mi ha detto: “se Ferrero tiene Gabbiadini e riporta Cassano ha già fatto più di Garrone in due anni”. Commentare la frase in sé risulta difficile, ma la sensazione è che questo imprenditore cinematografico che fino a ieri nessuna a Genova conosceva possa riportare grande entusiasmo. La speranza è che non faccia il passo più lungo della gamba.