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Granata come filosofia di vita. Quella di Willie Peyote, cantante in gara a Sanremo 2021 che ha scelto il Torino e non la Juventus "perché per il mio approccio al mondo preferisco gli antieroi, mi piace la squadra proletaria che deve lottare per salvarsi piuttosto che quella in cui 'Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta'". Chiaro, no? Il calcio come antistress, che ieri avrebbe usato volentieri per distrarsi in vista del debutto di stasera: "Sono molto dispiaciuto che non siano riusciti a giocare contro la Lazio, mi sarei potuto rilassare guardando la partita". 

Non è d'accordo con la filosofia bianconera?
"Decisamente no, mi sembra un principio antisportivo e diseducativo".

E' vero che suo padre aveva vietato di portare in casa prodotti della Sony, Danone, Tamoil e di altri sponsor della Juve?
"Sì e no. Non ha mai fatto un embargo effettivo, ma spesso ci prendevamo in giro su questa cosa. Però posso dirvi che non ho mai mangiato un budino della Danone".

Chi è lo juventino della musica col quale sente più rivalità?
"Sono molto amico di Shade e spesso abbiamo visto dei derby insieme. Mamma mia, vicino a un bianconero è sempre difficile. Ricordo che eravamo a bordo campo, io vicino alla panchina del Toro e lui a quella della Juve".

Come si vive un derby da bordo campo?
"Male, malissimo. Anche perché ce l'hanno rubata con un gol di De Ligt che prima aveva fatto un fallo di mano in area non fischiato. Volevo fare invasione di campo, ho faticato a trattenermi. E' stato bello però vedere dal campo le curve piene, fa un grande effetto". 

Come la mettiamo a Sanremo con gli juventini Bugo e Michielin?
"Cristian potrebbe già prendersela perché nella mia canzone cito il Bugo-gate, se ci aggiungiamo anche la rivalità calcistica siamo rovinati. Non li conosco personalmente, ma essendo un altro contesto magari metteremo da parte il tifo".

Chi è il giocatore del Toro che la fa arrabbiare di più?
"Uno dei miei preferiti, Nkoulou. Quando è in forma è un fenomeno, ma per un anno e mezzo ha staccato la spina facendo solo errori. Poteva diventare un gran difensore...".

Nel 2013 ha dedicato una canzone all'ex capitano Glik.
"Ho una grande passione per i difensori centrali perché anch'io giocavo in quel ruolo. Mi sono innamorato di Glik quando alla prima stagione in granata è stato espulso in tutti e due i derby".

Lei che tipo di giocatore era?
"Un difensore di quelli che rompono le scatole: alla Mihajlovic, alla Montero. Protestavo talmente tanto che mi hanno dato la fascia da capitano così avrei potuto farlo più liberamente".



Ci racconta un aneddoto legato a Glik?
"La prima volta che ci siamo è stato al campo d'allenamento quando gli ho fatto vedere il video della canzone chiedendogli l'approvazione per pubblicarla. Da quel giorno in poi mi hanno iniziato a chiamare giornalisti polacchi per farmi interviste".
Vi sentite ancora?
"Ogni tanto gli ho scritto, ma non mi ha mai risposto. Mi mandò un messaggio lui dopo il gol, poi annullato, che ci aveva fatto quest'anno".

Cosa le disse?
"Era molto dispiaciuto perché non capiva i fischi dei tifosi. Erano le 2 di mattina e stava ancora leggendo tutti i commenti negativi che gli arrivavano".

Per diversi anni Glik è stato un simbolo del Torino, chi può diventare secondo lei la prossima bandiera?
"Belotti è il più forte, ma meriterebbe altri palcoscenici. Scelgo Baselli, perché è un giocatore che sta con noi da tanto tempo e che abbiamo aspettato a lungo".

Una volta aveva detto: 'Fedez è Chiellini, io sono Glik'.
"Mi riferivo al falso mito dei giocatori corretti che quando indossano una maglia importante possono fare quello che vogliono. Diciamo che Chiellini e Bonucci non sono proprio l'esempio di correttezza in campo. Se giochi in una squadra forte puoi avere l'atteggiamento che vuoi in campo e nessuno ti dirà mai nulla, se invece ti chiami Glik e giochi nel Torino, basta un intervento scomposto per creare la polemica".



E il paragone Fedez-Chiellini come lo spiega?
"Nella musica è uguale: chi fa vendere di più viene agevolato. In quel momento Fedez era il simbolo della musica mainstream pop giovanile".

A chi dedicherebbe una canzone tra i giocatori del Torino di oggi?
"Mi piace molto Izzo per il suo modo di giocare, con quella garra che ha tirato fuori soprattutto nel primo anno. Probabilmente la farei per lui, perché per Belotti sarebbe troppo banale".

Secondo lei il Gallo andrà via?
"Se la società non gli farà una proposta degna dandogli delle garanzie anche tecniche, sarebbe giusto che vada via. Credo che dipenda tutto dalla salvezza e da come farà l'Europeo, se andrà bene penso che Cairo possa venderlo".

Quale giocatore vorrebbe vedere con la maglia del Toro?
"Il mio sogno è Barella, un fenomeno in campo. In questo momento però mi piacerebbe avere Gattuso in panchina, sono orfano di una figura così. Ah, poi c'è anche Ibra eh".

Cosa le dirà se lo incontrerà al Festival?
"Andrei secco, diretto: 'Cazzo guardi!'. Secondo me la prenderebbe bene, penso abbia molto più senso dell'ironia di quanto sembri'.

@francGuerrieri