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Dobbiamo ringraziare Sarri perché non si è appellato (almeno di fronte alle telecamere) ai due rigori negati alla sua squadra. Uno era da manuale. L’allenatore toscano ha saputo bere il calice amaro in diretta con lo sguardo d’un cane bastonato, ma senza scuse. Almeno inizialmente. Ieri sera però la sconfitta della Juve è stata troppo cocente per potersi giustificare con le sempiterne ingiustizie arbitrali. Brucia, soprattutto, per come è avvenuta: il modo, non il risultato, ancora offende. Un primo tempo sconcertante contro una squadra tecnicamente non eccelsa, che per altro, all’ inizio appariva intimorita davanti ad avversari di rango superiore, ma il rango non è tutto.

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