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Ieri su Calciomercato.com vi abbiamo raccontato delle lamentele di Sarri alla vigilia di Lazio-Inter per i superimpegni dei calciatori in nazionale e oggi le sue parole campeggiano sulle pagine di tutti i quotidiani. L'argomento è vecchio ma sempre attuale, anzi adesso ha riacquistato rilievo perché - causa Covid - molte selezioni giocano tre partite in occasione di ogni sosta. Capita soprattutto in Sudamerica, non a caso tanti calciatori che arrivano da là non vengono schierati nel turno successivo di campionato (e in Spagna rinviano le partite perché non siano falsate). 

L'aspetto curioso della vicenda è che, tra tanti allenatori penalizzati da questa situazione effettivamente folle, quello che soffre di meno è proprio Sarri. La Lazio non ha un solo sudamericano convocato (Felipe Anderson non gioca nel Brasile, così come Lucas Leiva e Luiz Felipe) e i suoi nazionali europei sono rientrati a Roma ormai da almeno 3 o 4 giorni. Non erano nemmeno troppi, tra l'altro, soprattutto se consideriamo i principali: Immobile è rimasto a casa per curarsi, Luis Alberto viene ignorato da Luis Enrique così come sono fuori dal giro delle rispettive selezioni, per vari motivi, Pedro e i tre brasiliani di cui dicevamo. Acerbi ha disputato la finalina di Nations League, ma c'è stata domenica e (soprattutto) contro l'Inter non gioca per squalifica
Perché dunque Sarri si lamenta della sua situazione? Forse lo fa per amore del calcio, perché è un vecchio romantico e vorrebbe lavorare tanto con la squadra per offrire al pubblico uno spettacolo migliore. Oppure, furbescamente, intende depistare, con un artificio comunicativo. Oggi l'Inter - lei sì - sarà terribilmente penalizzata dal ritardato ritorno dei sudamericani, al punto che Sanchez e Vidal nemmeno sono stati portati a Roma mentre Lautaro, Correa e Vecino sono arrivati stanchi e tardi. Eppure, dopo le parole di Sarri, si ha quasi la sensazione che la Lazio sia più penalizzata della squadra di Inzaghi. Senti chi si lamenta. 

@steagresti