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    Sassuolomania: la Lazio andava il doppio, Mulattieri trattato come un Primavera

    Sassuolomania: la Lazio andava il doppio, Mulattieri trattato come un Primavera

    • Luca Bedogni
    Una Lazio così può fare molto male a un Sassuolo così. Al Mapei Stadium è finita 0-2 ma si è vista una sola squadra in campo, quella di Martusciello (Sarri era in tribuna squalificato). Organizzata, sveglia, veloce e iper-aggressiva. Poi c’erano i neroverdi, tutto il contrario. I reparti slegati, alcuni giocatori stanchi (Berardi in primis), altri troppo leggeri d’approccio, e quella sensazione insolita ma conseguente di passarsela a vuoto, di non riuscire a saltarci fuori con la propria tecnica. Come se il pressing di Sarri fosse una sorpresa.

    In questo senso emblematiche le prestazioni dei principali costruttori neroverdi: sì, non è stato solo Tressoldi a incontrare grosse difficoltà col pallone tra i piedi. Oltre ai suoi errori incredibili, ci sono stati quelli di Ferrari e dello stesso Boloca. A ciò si aggiunga il passo indietro di Racic, confermato giustamente dopo Lecce eppure travolto da Guendouzi. Ma non basta dire che si è iniziata a sentire la mancanza di Henrique a centrocampo. Il Sassuolo non ha proprio capito come eludere il pressing delle mezzali biancocelesti sui rispettivi centrali. Era una trappola costante in cui Ferrari e soprattutto Tressoldi cadevano puntualmente.

    Ma vorrei anche spendere due parole su Castillejo, argomento in parte legato al precedente in parte no. A causa dell’assenza di Bajrami, Dionisi lo ha riproposto dal primo minuto. Ha fatto poco, e quel che ha fatto lo ha fatto male. Perché questa cosa si collega con la prima costruzione insufficiente dei neroverdi? Perché lo spagnolo non riusciva a farsi trovare nella posizione giusta al momento giusto, anche quando c’era da risalire palleggiando dal basso. E al tempo stesso galleggiava troppo al largo dalla porta di Provedel. Sono caratteristiche, si dirà, e d’accordo. Il problema è che contro una squadra alta (Romagnoli e Patric portano spesso la difesa sulla linea di centrocampo) e corta come la Lazio, queste caratteristiche di Castillejo hanno di fatto slegato la mediana neroverde dall’attacco, specialmente nel primo tempo. E Pinamonti lasciato là da solo in pasto ai meccanismi della linea di Sarri, potete immaginare benissimo che fine fa.

    Sugli esterni Laurienté e Berardi sorvolo per giusta causa. Il francese comunque ci ha provato, mentre Mimmo si vedeva che era stanco per il doppio impegno con la Nazionale (ricordiamo che le ha giocate tutt’e due da titolare…).

    Quello che non riesco ancora a capire è il trattamento riservato a Mulattieri. È possibile che anche di fronte a prestazioni così palesemente negative del centravanti titolare, Mulattieri non venga impiegato se non negli ultimi minutini? Non stiamo parlando solo di un giovincello. Questo è stato il miglior giocatore della Serie B dello scorso anno, nonché il centravanti del Frosinone promosso in A! Oggi viene svalutato così da Dionisi, ed è un vero peccato. A forza di ricevere segnali di sfiducia, cosa succede al ragazzo? Migliora? Potrà mai mettersi in mostra dall’ottantasettesimo in su? Mi fermo qui perché non vorrei arrivare a parlare anche di Volpato…

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