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Fra i cambiamenti occorsi in seguito al passaggio del testimone De Zerbi-Dionisi non si è parlato ancora a sufficienza delle rotazioni. Possiamo chiamarlo anche turnover, se preferite. Sotto questo aspetto il nuovo tecnico neroverde appare molto più tradizionalista. Cauteloso. De Zerbi aveva abituato i tifosi del Sassuolo a stravolgimenti di formazione continui. Le occasioni proprio per questo non mancavano, se uno voleva mettersi in mostra dal primo minuto. 

Con Dionisi invece è più difficile che accada. Almeno fino a ora. Dionisi, è vero, è solo all’inizio, dunque vuole trovare certezze. Cosa che naturalmente può aiutare alcuni giocatori. Ma c’è anche un rischio, l’altra faccia della medaglia: tracciare una linea fin troppo netta tra titolari e riserve, quando titolari e riserve non sono così distanti.

Sto pensando in particolare a giocatori come Traorè e Scamacca, per tacere dei nuovi arrivi a centrocampo Harroui e Matheus Henrique, sui quali d’altra parte forse sarebbe meglio sospendere il giudizio per il momento. Ma Traorè e Scamacca sono due potenziali titolari, è fuor di dubbio. Eppure non abbiamo ancora questa sensazione. Al contrario. E perché? Semplice, servono chance dal primo minuto, specialmente per un giocatore come Scamacca.

Capisco che è diverso dagli altri, che è meno inserito di un Raspadori o un Defrel nel gioco neroverde. Però se si guardano i gol segnati l’anno scorso, che per il mestiere di bomber non è mai un dato secondario, Scamacca ha totalizzato il doppio delle reti di Raspadori, firmando ben 12 gol tra campionato e Coppa Italia (rispettivamente 8 e 4). Mentre Defrel viene da due stagioni in cui si è fermato a 3, sia nel 2019/20 che nel 2020/21. Nondimeno, l’unico centravanti a non essere ancora partito titolare in queste sette giornate è proprio Scamacca, che è ancora lì che aspetta e scalpita e viene utilizzato per lo più nei finali di partita, o per tentare la rimonta o per tener su palla. Una funzione che va stretta a questo giocatore, che invece avrebbe bisogno di giocare novanta minuti e sentire più fiducia. Per caratteristiche, credo, ma forse anche per carattere. Non è un caso se il miglior Scamacca di questa stagione è stato quello entusiasmato dal contesto di Roma, la sua città. Quello cioè che ha fatto leva su uno stimolo esterno, per andare oltre la delusione dell’ennesima panchina. 
È per le stesse ragioni che credo che la partita di domenica, contro il Genoa al Ferraris, possa essere quella giusta per strappare a Dionisi una maglia da titolare. È l’ex. Ma soprattutto, è Scamacca. Tutti lo vogliono a sentire le voci di mercato. Adesso c’è pure la Fiorentina dopo il mancato rinnovo di Vlahovic. E il Sassuolo? Il Sassuolo lo sta facendo giocare un quarto d’ora a partita se va bene. Qualcosa non quadra.