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Bellino il primo tempo del Sassuolo nella prima amichevole disputata al Ricci, sabato pomeriggio, contro un’ Alessandria interessante e combattiva. Bellino e non di più. Oltre all’afa infatti, aleggiava in campo un velo di imbarazzata incompiutezza, squarciato a tratti da un calcione, un contropiede fulmineo degli avversari, o da una combinazione ardita che finalmente riusciva ai ragazzi di De Zerbi. Tanto possesso ragionato, mille i tentativi di sfondare, poi su un rilancio veloce di Consigli, nella più tipica delle ripartenze, Caputo ha servito il taglio di Berardi e il Sassuolo è andato in rete. Un gol-paradosso, vista la mole di gioco proposta invano fin lì. Nella ripresa i ritmi sono precipitati palesemente, è scaduta la qualità della manovra neroverde, al punto che non sembrava più sussistere alcuna differenza di categoria tra le due squadre. Così è finita la partita, con un pochissimo lusinghiero 1-0, che di certo non può aver soddisfatto l’allenatore.  
 
Sensazioni di vero pericolo le ha create il solo Boga, che si preannuncia essere la principale fonte d’imprevedibilità dell’attacco emiliano. Da Caputo e Berardi, azione del gol a parte, ci si aspetta invece di più, così come da Traoré (fin troppo timido) e Obiang (fin troppo sicuro), i nuovi innesti del centrocampo. Poco ispirato anche Locatelli, apparso un po’ più robusto e legnoso. Quanto alla difesa, si vede un sacco la partenza di Demiral. Marlon rimane infatti una grossa incognita, troppo grossa per fondarci sopra un progetto sicuro di salvezza o addirittura qualcosa di più. Mentre Toljan per ora si limita al compitino, ed è un vero maestro in questa speciale forma di performance: non butta mai via un pallone, il che è ottimo pensando a Lirola, però non si impone nemmeno lungo la fascia, il che è un peccato.
 
Così al termine della gara ho maturato questa posizione: se è ancora giustamente prioritario l’acquisto di un centrale di sicuro affidamento, bisogna far qualcosa anche davanti. Abbiamo infatti un Di Francesco, un Boateng e un Babacar in meno (l’obiettivo adesso è cedere il senegalese in prestito). E gli unici ricambi di valore, al momento, sono Djuricic, Matri e Brignola: pochino. Boga è fortissimo, Caputo è funzionale, Berardi è Berardi, però dietro di loro ci vuole qualcuno, magari con caratteristiche diverse.

Senza una svolta, ora come ora, si rischia di arrivare a rimpiangere Babacar, cosa che sarebbe il colmo. Forse la sensazione di incompiutezza percepita sabato sul campo rifletteva l’amarezza di veder sfumati uno dopo l’altro il centrale Toprak (ufficiale al Werder), Kouamé (resta al Genoa) e Farias (quasi fatta con il Lecce). Forse invece era l’apparizione dei limiti concreti della rosa attuale, ovvero la rivelazione di uno scarto importante tra titolari e riserve, specie in attacco.  
Bisogna reagire subito a questa fase negativa del mercato, correre ai ripari perché altrimenti si rischia, di fatto, di aver indebolito la rosa, nel tentativo mancato di rinforzarla.