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Conclusa la stagione 19/20 in prestito al Famalicao, in Portogallo, Nicolas Schiappacasse stava già pensando di tornare in Uruguay al Peñarol, la sua squadra del cuore, quando è arrivato l’interessamento del Sassuolo. Lo riportava qualche giorno fa il quotidiano spagnolo AS, che è molto vicino alle due squadre di Madrid. Schiappacasse infatti è formalmente ancora un giocatore dell’Atletico, si aspetta solo l’ufficialità in casa neroverde.

Acquistato nel 2016 dal River Plate Montevideo, dove a soli 17 anni Nicolas aveva già raccolto 32 presenze (4 gol, 2 assist), coi piccoli Colchoneros Schiappacasse mostra subito qualche colpo in Youth League. Gioca punta, segna al Bayern e fa un assist contro il Salisburgo nel quarto di finale perso 2-1. L’anno dopo, stagione 17/18, è nella squadra B dell’Atletico, dunque Sugunda Division B, Grupo 1: la terza serie, insomma. Non viene quasi mai convocato. Gioca 27 minuti contro il RM Castilla da punta, poi ricompare a singhiozzo, per un totale di 8 presenze, di cui soltanto 3 da titolare. 324 minuti in tutto. Quando gioca, lo fa più spesso da punta che da esterno. Si decide allora per un prestito, e Schiappacasse nell’estate del 2018 finisce in Liga2, nel Rayo Majadahonda neopromosso. Col tecnico Antonio Iriondo, Nicolas trova più spazio, segna un gol contro il Gimnastic e si conquista un rigore contro l’Extremadura. Viene schierato da punta ma anche da esterno. Più spesso da esterno e tendenzialmente più a sinistra che a destra. Sale dalla panchina 10 volte, gioca titolare di nuovo solamente 3 gare. Poi viene convocato dalla Nazionale U20 e salta praticamente tutto gennaio. Il 31 dello stesso mese passa in prestito al Parma.
Si presenta in conferenza stampa come una mezzapunta che ama associarsi coi compagni, gli piace il gioco collettivo, il suo forte sono la velocità e il dribbling. Ritiene per questo di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, il calcio di D’Aversa si adatta bene alle sue caratteristiche perché è fatto di ripartenze veloci, sostiene. Anzi, la Serie A potrebbe pure migliorare un suo difetto, ossia la fase difensiva. Sceglie la maglia numero dieci, ma D’Aversa non lo vede comunque. Gli concederà solo 3 apparizioni: una dozzina di minuti contro il Napoli (4-0 per i partenopei), 16 minuti contro l’Atalanta (3-1 per la Dea), e una giornata da titolare contro il Frosinone (52 minuti, 3-2 per i ciociari). Le prime due volte entra da esterno, a sinistra, mentre al Benito Stirpe fa la punta. Più niente, dopo. Il Parma interrompe addirittura il prestito biennale e Schiappacasse torna alla casa madre per venir girato ancora da un’altra parte, in Portogallo, nel Famalicao. Dunque ancora in una massima serie, Liga Nos. Non parte mai titolare, entra quattro volte per pochi minuti. In compenso fa 3 presenze piene con l’U23 del Famalicao. Ma niente gol, niente assist. Insomma, un mistero.

Se non avesse segnato a raffica con La Celeste nel frattempo, prima in U17 (12 gol) e poi in U20 (21), verrebbe da chiedersi perché tanto rumore per nulla. Ma il talento è una roba strana, valli a capire certi percorsi. Lasciamolo dunque in mano a chi se ne intende, Schiappacasse. Lasciamolo un annetto al buon De Zerbi.