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La Roma ringrazia la Sud e batte di misura il Sassuolo (2-1). C’è qualcosa di speciale in un finale di partita del genere. A pari occasioni, la differenza la fa il trasporto, l’emozione. Sembra retorica ma non lo è. Non succede sempre, non accade in automatico, non hai la garanzia. Però stai certo che se la gara è in equilibrio e l’avversario è una squadra con la mentalità di Mou, e per di più è una squadra sospinta da quel tifo lì, be’ il pallone è probabile che vada dentro, ed è probabile che poi un fuorigioco salvi tutto. Non so a modo il perché, ma è così all’Olimpico. Mi sa che il cuore dei giocatori giallorossi pompasse a un ritmo diverso da quello di Defrel entrato al 77esimo al posto di Berardi. Ne basta uno di fantasmi, e perdi.  

Ma se la personalità e il ruolo del francese sono problemi che ciclicamente ritornano (adesso quindi farà il vice-Berardi? Siamo sicuri?), la piacevole novità di ieri è stata Scamacca. Scamacca c’è. Ora Dionisi lo sa, ma forse l’ha sempre saputo. Il centravanti romano, subentrato a Raspadori nell’intervallo, ha colto l’occasione per mettersi in mostra. E ‘a casa sua’, davanti alla sua gente. È stato lui ad avviare l’azione del gol di Djuricic con uno splendido e velocissimo cambio di gioco per Berardi, che poi si è inventato l’assist. Suo dunque il third pass, da non confondere col Green pass naturalmente. Ma anche tante altre cose buone: diverse sponde accurate, un tiro improvviso deviato in angolo da quel portierone di Rui Patricio. Più un’ingenuità che gli possiamo perdonare: quando ha buttato a terra il proprio marcatore mentre Rogerio tutto soletto stava per confezionargli il pallone del vantaggio, ancora sull’uno a uno. Sarebbe già stata una prova convincente così, senza la magia che, dopo il 2-1 giallorosso, ha illuso i tifosi neroverdi. Il secondo fuorigioco della serata confermato dal Var ha tolto a Scamacca un vero capolavoro. Questi colpi appartengono al suo repertorio, dobbiamo iniziare a farci l’abitudine. È uno che tira, Gianluca, uno che ci prova quando meno te lo aspetti.
Una prestazione tanto positiva innesca subito delle domande. Così, nel postpartita, ai microfoni di Dazn, Dionisi stuzzicato a tal proposito lo ha ammesso. E ha scoperto le carte: in futuro, Scamacca e Raspadori insieme. L’idea è quella.