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Alla fine il braccio di ferro l’ha vinto il Sassuolo. Quasi a sorpresa, perché tanti se non tutti avevamo dato Domenico Berardi come partente verso Torino. Invece, per grande gioia della gente che durante la settimana frequenta il 'Ricci' e la domenica il 'Mapei Stadium', il fulgido talento capace di segnare 16 reti al suo primo campionato in massima serie, resterà un altro anno.

Decisiva a tal proposito, proprio la volontà di Mimmo, che magari spinto anche da Eusebio Di Francesco, ha scelto di giocare la sua terza stagione consecutiva con la maglia neroverde; per lui rinnovo contrattuale, con scadenza fissata al 30 giugno 2019 (rinnovo sia con Sassuolo che con Juventus come impone la formula della comproprietà) ed adeguamento del lauto stipendio che ora tocca al milione di euro.

Cifra più da Juve che non da Sassuolo, ma tant’è: una sorta di gentlemen agreement porterà comunque il talento calabrese ad indossare la maglia bianconera, ma soltanto fra dodici mesi. Una vittoria se volete sia di Difra, che di Nereo Bonato, Giovanni Rossi e Giovanni Carnevali hanno “affrontato” Beppe Marotta e Fabio Paratici, vincendo il confronto sulla scrivania.

Segno di una forza tanto pesante, quanto inaspettata tra le più grandi delle piccole della Serie A. In quante avrebbero resistito ad un affondo della Juventus? Forse nessuna, ma i larghi cordoni della borsa e la volontà di crescere step by step hanno fatto il resto. Insomma, quando a Sassuolo non ci sperava più nessuno è stato confezionato un piccolo miracolo di mercato.

E non solo di Berardi si è parlato durante il briefing. Anche Luca Marrone, la cui comproprietà è stata rinnovata e pure Simone Zaza, ora completamente del Sassuolo che ha acquistato la restante metà che era appunto del club di Corso Galileo Ferraris. La Juve però, cautelandosi ha la possibilit al termine del prossimo campionato di poter riacquistare Zaza.

Un diritto di “ricompero” fissato a 13 milioni di euro; il Sassuolo, a quel punto, farebbe una plusvalenza pazzesca avendo pagato l’attaccante di Policoro 2,5 milioni di euro per la metà del cartellino. Come a dire: 'se volete i nostri gioielli, qua non si svende nulla'.