Ezequiel Schelotto, ex Atalanta e Inter - oggi al Brighton - ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport in vista del match tra le sue ex squadre, quella che lui ha definito la sua "sfida del cuore".

SULL'ATALANTA - "L'Atalanta mi ha fatto diventare calciatore, con loro mi sono affermato in Serie A arrivando in Nazionale. Due anni bellissimi con un pubblico fantastico a sostenerci. Ricordo ancora quando arrivai nel 2011: tutti ci davano per spacciati e sicuri retrocessi... E invece abbiamo fatto un campionato straordinario, salvandoci in largo anticipo. Senza i 6 punti di penalizzazione saremmo finiti in Europa".

SULL'EUROPA LEAGUE - "Sono felice dei grandi risultati che hanno ottenuto. Possono farcela anche quest’anno".

SU GASPERINI - "Un grandissimo tecnico, peccato non averlo incrociato. Con il 3-5-2 fa andare a mille gli esterni. Se mi chiama, torno volentieri a Bergamo. Mai dire mai (sorride, ndr)".

SULLA CHIAMATA DELL'INTER - "Impossibile dire no a uno dei club più importanti al mondo. Ci sono arrivato però in un momento molto particolare a livello personale...".
IL GOL NEL DERBY E TANTE SOFFERENZE... - "Sui social mi ricordano sempre la rete al Milan, una emozione incredibile. Quel gol è stata la fine di un incubo. La gente da fuori pensa che i calciatori siano dei privilegiati: bella vita, ricchi e famosi ma non è così. I soldi non contano se non sei felice. Anche noi piangiamo e soffriamo come tutti. In quel periodo avevo la testa incasinata, venivo da momenti complicati nella mia vita privata. Intorno a me c’era gente per cui ero solo un bancomat: vedevano in me chi poteva pagar loro di tutto, una scorciatoia per il lusso. Mi sono fidato delle persone sbagliate. Per fortuna poi ho incontrato Gisela... Il gol nel derby ha cancellato quel periodo buio. Mia moglie mi ha ridato gioia e serenità, è stata la svolta".

SULL'INTER DI OGGI - "I nerazzurri hanno tenuto testa al Barcellona e hanno un allenatore come Spalletti che ha trasmesso la sua mentalità vincente. Possono dar fastidio ai bianconeri per il primo posto".

SU ICARDI - "Mauro è micidiale in area , sta frantumando tutti i record. L’Inter deve blindarlo: sarà determinante anche con la nazionale argentina".

SU JOAO MARIO - "A Lisbona componevano la banda di destra. Io terzino e lui esterno offensivo. Joao ha grandissimo talento: sta dimostrando di essere il campione che conoscevo. Allo Sporting mi chiedeva dell’Inter e gli raccontavo la storia nerazzurra".

NOSTALGIA DELLA SERIE A - "La Premier è il campionato più importante al mondo, ma resto legato all’Italia. Adesso sto giocando poco, a gennaio parlerò con il mio agente Alessandro Grigoletto e vedremo...".