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Il regista del Benevento, Pasquale Schiattarella ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "Sono napoletano e il Napoli è la mia squadra del cuore. Quando ero a Livorno in serie B, la domenica con mia moglie Virginia andavo a vederlo in trasferta. L’errore più grande che possiamo commettere è sottovalutare quei campioni. Che, anche se non sono ai primi posti, possono risolvere una partita. Insigne è Insigne e rappresenta il Napoli. La squadra che mi ha fatto amare il calcio, ma ora io sogno col Benevento. Petagna e Meret domani mi daranno un po’ di maglie per dare qualche sorriso a dei bambini che hanno bisogno e sostenere la Onlus di Morosini, ero in campo accanto a lui quando se ne andò". 
"Non mi sento inferiore a nessuno e ho sempre fame. A quasi 34 anni cerco di fare sempre la corsa giusta, faccio cose di qualità. Ma finché i giovani non mi sfrecciano davanti non mollo. A Semplici devo tutto, mi ha cambiato la vita. Poi a maggio 2019 la Spal mi ha detto che non servivo più. Pasquale Foggia mi chiama e mi illustra il programma e l’idea di risalire in A. Ricordatevi: farà una grande carriera da ds. Poi il resto lo ha fatto Inzaghi che aveva una gran voglia di rivincita. A Benevento andai a 14 anni, dopo la prima esperienza fuori casa a Fiorenzuola dove dormivo in un casolare. La città è nel cuore e voglio chiudere qui la carriera. Nell’estate del 2019 ho fatto un passo indietro per farne due in avanti. Mi sembra di rivivere la storia del primo anno in A alla Spal. Non dobbiamo farci prendere dall’entusiasmo, ma pensare che è il nostro scudetto".