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Si è chiusa la prima giornata di Champions e - stimolati dalle domande dei lettori di 100° Minuto - facciamo con Mario Sconcerti un primo bilancio.

Sconcerti, che Juventus hai visto a Madrid?

«Una Juve bella a tratti, un primo tempo normale, ma il secondo tempo è stato davvero di alto livello. In definitiva ho visto una bella squadra, contro un Atletico che corre e picchia, un avversario molto difficile da affrontare».

La vittoria è sfumata nel finale.
«C’è stato il solito momento di confusione che la Juve ha sempre. Sono difetti da correggere, ma resta l'impressione di un ottimo debutto»

Dov’è la diversità rispetto all’anno scorso, rispetto alla Juve di Allegri?
«Devi guardare il secondo tempo: contropiede larghi, rapidi, sempre di prima. Le due azioni che hanno portato ai gol sono state travolgenti. Non ha cercato la gestione della partita, ha cercato la vittoria sempre: è la Juve di Sarri».

Il limite qual è?
«C’è un vuoto in mezzo all’area. Ma bisogna calcolare che De Ligt sostituisce Chiellini e non c’è giocatore al mondo che può sostituirlo. Bonucci non può fare a meno di Chiellini e rimanere lo stesso Bonucci. E questi fattori alla fine pesano. Il problema è nel cuore della difesa».

L’Atalanta le ha prese di brutto.
«Non è stato un problema tecnico. Non ci sono quattro gol di differenza tra la Dinamo Zagabria e l’Atalanta. E’ come se la Champions per l'Atalanta fosse finita subito, questo le ha tolto fiducia ma anche qualcosa in più: l’illusione di essere immortali. Non è finita qua, però. Perdere 4-0 o 1-0 in Champions è la stessa cosa, c'è tempo e modo per rimediare. L'Atalanta ha capito che era entrata in un salotto di una casa che non conosceva».

Non sembrava l’Inter di Conte quella con lo Slavia Praga.
«Sinceramente non l’ho ancora vista l’Inter di Conte. Continuano a cambiare le mezzali, continua a giocare Lukaku, non vedo cambi di ritmo e di direzione, non ci sono giocatori che saltano l’uomo. Diciamo che l'Inter sta ancora aspettando l'impronta di Conte».

Ad impressionare e a vincere - unico - è stato il Napoli.
«Il Napoli è una gran bella squadra, completa. Contro il Liverpool campione in carica ha giocato bene anche sullo 0-0. Il gioco era sempre di qualità, poi c’è stato l’incidente del rigore che ha spezzato di brutto la partita e a quel punto il Napoli ha raccolto quanto aveva seminato in precedenza».

Il Napoli dà sempre l’idea di una grande pulizia di gioco e mentale.
«Certo, è vero: anche se giocassero in maglia nera, al buio, li riconosceresti comunque».

Allargando l'orizzonte, cosa ti ha colpito?
«La sconfitta del Real a Parigi. Il Real faceva già fatica l’anno scorso, è una squadra invecchiata. Cristiano Ronaldo ha chiuso un ciclo. Manca l’arroganza da vecchio Real Madrid. Marcelo, Modric, Kroos sono invecchiati, hanno già scollinato; sono campioni ma hanno già dato il meglio»