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Sconcerti, Ancelotti ha appena firmato per il Real. E’ un altro ritorno al passato.
«Non è un caso che due delle tre squadre del gruppo dei resistenti della Superlega, Juve e Real, siano tornati ai vecchi allenatori. Non c'è più voglia di sperimentare, si va sul sicuro. Servono certezze anche a Madrid, e Ancelotti queste certezze le dà».

Credi sia ancora in grado di fare la differenza?
«Sì, è un grande gestore. Certo, bisognerà vedere che tipo di squadra gli farà Florentino Perez e che tipo di calcio si troverà intorno. Per prima cosa il Real dovrà vincere la Liga. Mancare per due anni di fila il campionato per il Real è inaccettabile. Anche perché - con la linea dura dell’UEFA - la Champions è a rischio»

Intanto in Serie A sono tornati i toscani.
«E non è una coincidenza. La scuola toscana nel nostro calcio è tradizione, storia che si ripete. C’è stato il toscano di scoglio, da Picchi in giù, i toscani di sabbia, con Fascetti capostipite, ora tocca ai toscani di campagna. Quella dei toscani è una delle due grandi scuole di allenatori italiani. Gli altri sono i veneti-friulani. Ad unirli c’è il senso forte della realtà quotidiana, entrambi mescolano sentimento e una forte razionalità".

Chi ti dà più suggestioni nel giro delle panchine della Serie A?
«Due nomi su tutti. Pioli e Spalletti. Sono curioso di vedere cosa farà Pioli. Mi sembra che il laboratorio Milan sia molto interessante. C’è tanta qualità, credo però abbia bisogno di un centravanti giovane, prendere Giroud sarebbe un errore. Sono curioso anche di vedere Spalletti a Napoli, perché l'abbinamento tra un fiorentino e l’ambiente napoletano è un po’ incongruo. Spalletti è un fiorentino scettico, quasi cinico, deve ricalibrarsi su una realtà che è travolgente, nel bene e nel male».
Puoi inquadrare la storia Donnarumma?
«Mi sembra non sia stata capita fino in fondo. Oggi Donnarumma è un affare per chiunque. Certo, paghi 20-25 milioni di commissioni - e dico che uno dovrebbe chiedersi il perché i presidenti continuino a pagare così tanti soldi agli agenti - ma con Donnarumma acquisti con 40 milioni una casa da 80, perché non devi pagare il cartellino. E quindi fai un affare».

Il Milan ha fatto bene o male a lasciarlo andare?
«E’ sempre difficile giudicare quello che non conosci. Io vedo che su 11 titolari uno, Donnarumma, è già partito e l'altro, Calhanoglu, rischi di cederlo. Credo che questo sia grave, insomma, se si è arrivati a questo punto qualche errore è stato commesso».

Che futuro vedi per l'Inter? Oltre ad Hakimi saranno necessari altri sacrifici?
«La situazione dell'Inter è molto ingarbugliata, soprattutto se dalla Cina non arriva più niente. Il governo cinese ha salvato Suning comprandogli un quarto dall'azienda, quando sento dire che quello dell'Inter è un problema dell’imperialismo cinese, beh, anche no. Secondo me la cosa finirà bene nel senso che l’inter è nella posizione di essere venduta, per avere una plusvalenza».

Chiudiamo con le scelte di Mancini per l’Europeo. Che ne pensi?
«Credo che l'abbiamo fatta troppo lunga con Mancini, siamo ancora scottati dall'eliminazione al Mondiale di Russia. Credo che con 26 giocatori abbia una rosa larga e tanta scelta, anche perché si tratta di giocare 4-5 partite, 7 se andiamo in finale. Però la sostanza dei giocatori è quella, la conosciamo».