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Sconcerti, partiamo da Balotelli. Che ne pensi del suo ritorno in Nazionale? 
«Mi chiedo: chi l'ha visto negli ultimi sei mesi? Tra l'altro leggo che ha avuto il Covid, non lo so. Certo, ha segnato 8 gol in Turchia, ma bastano per richiamarlo? Poi vedo che Mancini ha convocato 35 azzurri, sono tanti, e allora tra questi ci sta anche Balotelli. Ma il discorso da fare è un altro».

Quale?
«Io pensavo che fosse uno stage diverso, pensavo servisse a riannodare il discorso della Nazionale con se stessa. Invece questo mi sembra un nuovo inizio, ma ha senso? Insomma, prima dobbiamo qualificarci, no? Io pensavo che fosse un ritiro per compattarsi, ragionare sugli errori fatti e preparare gli spareggi. A me sembra invece il raduno di inizio di stagione dopo il Mondiale. Forse sbaglio io, ma pensavo davvero che fosse un'altra cosa. E comunque in una convocazione plenaria di tutti gli italiani, Balotelli ci sta».

Chi tra Milan e Juve ha perso nel pareggio di San Siro?
«Certamente il Milan ha perso un'occasione e mi è sembrato anche più fragile della Juve. La Juve se vuole non perdere una partita non la perde. Non sempre riesce a vincere, ma non perde. Il Milan però viene da una grande emergenza. Anche la società - o comunque la proprietà - non mi è sembrata molto interessata al traguardo finale. Mi spiego: Pioli è senza difesa da un mese, ma non sono arrivati rinforzi. E così facendo butti via dei punti utili, questo va messo in conto».

Sono sembrate due squadre senza attacco.
«Sì, è vero. A proposito: lo dico con enorme rispetto, ma il ruolo di Ibra di educatore nel Milan mi sembra esaurito. Pioli ha bisogno di un centravanti vero».
E il Napoli è salito al 2° posto.
«Guarda che ci sono state partite in cui il Napoli è stato senza sette titolari - da Anguissa a Koulibaly a Osimhen - quindi non va giudicato nemmeno per le prime nove giornate dove ha dato spettacolo, ma nemmeno per le ultime dieci. Il Napoli ha passato l'inferno è ora è ancora lì. Per Spalletti credo si tratti di un nuovo inizio».

E’ stata una domenica segnata dalla prova di forza della Roma.
«La Roma a Empoli ha giocato un primo tempo spaventoso. E’ curioso vedere come due giocatori hanno cambiato faccia, parlo di Sergio Oliveira e Maitland-Niles. Quest'ultimo in Inghilterra faceva panchina, ma qui in Italia è decisivo, ti aiuta a cambiare la squadra. Anche per la Roma si tratta di un nuovo inizio. I punti dalla Juve e dall’Atalanta sono rispettivamente 4 e 5, e non sono molti».

Un’ultima cosa: che mi dici del terreno di San Siro? Pioli e Allegri si sono lamentati.
«Sono discorsi che non mi interessano, vengo da una generazione che per anni ha giocato a calcio ovunque, quindi le lamentele mi sembrano fuori luogo. La verità è che la terra respira e se tu ci giochi sopra ogni tre giorni la rovini».