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Sconcerti, visto il derby: cosa manca all'Inter per essere più competitiva?
«All’Inter non manca niente. Per il campionato italiano quello che ha basta e avanza»

Però gli scontri diretti non li vince. Ha pareggiato con Milan, Juventus e Atalanta. E ha perso con la Lazio.
«Va detto che domenica sera ha trovato un Milan che l'ha messa in difficoltà, aggredendo uomo su uomo e seguendolo ovunque. Lo faceva l’Atalanta, ora lo fanno un po’ tutti. Il Milan è una grande squadra, non è facile batterlo. E poi c’è il momento poco brillante di alcuni suoi interpreti. Lautaro che non segna da cinque giornate è un lusso»

Che derby hai visto?
«Ho visto un bel derby, di grande spirito e buone giocate, con un primo tempo di livello europeo. E il Milan ha avuto un altro ritmo. Credo sia stata una giornata molto favorevole per il Milan: nella giornata in cui anche il Napoli ha pareggiato, ha tenuto l'Inter a -7».

A proposito: il Napoli è in calo.
«E’ stato fermato da un buon Verona, ma è vero: il Napoli sono cinque partite che non è brillante. Ti dico un dato che fotografa questa difficoltà: nelle prime 7 partite il Napoli ha fatto 18 gol, nelle seconde cinque su azione ha fatto 4 gol, più i due rigori di Insegne con il Bologna».

Forse è una squadra - banalmente - stanca.
«La stanchezza è un diritto di tutti, ma è vero che i solisti del Napoli sono meno brillanti. Penso a Insigne e Politano e soprattutto a Lozano, che è quasi scomparso. Col Verona mancava Koulibaly, e non è poco».
Il Napoli da qui a fine 2021 è atteso dagli scontri diretti. E a gennaio perderà i tre africani - Koulibaly, Osimhen e Anguissa - impegnati nella Coppa d'Africa.
«E’ vero, e il calendario non aiuta Spalletti. Ma io credo che il campionato sia ancora fortemente nelle mani di Milan e Napoli. E lasciami dire una cosa sulla Coppa d’Africa».

Prego.
«Non è accettabile che si faccia un grande torneo in pieno inverno. Per il Mondiale in Qatar i campionati si fermano, per la Coppa d'Africa no. E’ un fattore che può incidere».

Capitolo Roma: è già crollato il castello di carte di Mourinho?
«Io sinceramente resto un po’ sorpreso dal comportamento di Mourinho. Sono d'accordo che ci sono stati errori arbitrali, ma non ricordo in tanti anni un allenatore che stronca così pesantemente la società, con parole così dure e pubbliche. Io dico: vada in società e batta i pugni sul tavolo. Ma la controparte non c’è, questa è la verità. Noi della Roma dei Friedkin non sappiamo nulla».

E allora perché Mourinho fa così?
«Credo che lui si senta mancare la terra sotto i piedi. E comunque non dà mai la colpa se stesso, non l'ha mai fatto. Ma il problema vero è un altro: a fine anno la Roma avrà 500 milioni di debito. E intanto è successa una cosa molto grave».

Cioè?
«Sono state cambiate le regole in costa. L’indicatore di liquidità è passato da 0,8 a 0,6. E’ un fatto gravissimo. L’indicatore di liquidità  segnala la differenza tra crediti e debiti. In base a quello ti dicono quanto puoi spendere al calciomercato. Ma è un problema che riguarda l’80% delle società di Serie A. E il restante 20%? Avrebbe diritto di lamentarsi. Per questo dico che non è un campionato regolare».