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Sconcerti, il Napoli è primo. Primato meritato?
«Certo. Contro la Lazio ha giocato una partita di altissima qualità. Bravo Spalletti, per il lavoro fatto in profondità. è vero. Ma bravo anche Giuntoli. Lobotka e Demme li prese l’anno scorso lui. Il lavoro facile del regista Lobotka lo sa fare molto bene, perché è molto tecnico. Il Napoli è una piccola Atalanta sotto questo aspetto, da Cavani a Lavezzi a Mertens fino a Koulibaly e Osimhen, a Napoli sono arrivati grandi giocatori in questi anni. Il Napoli di proprio ha solo il patrimonio giocatori. Non ha uno stadio suo, non ha un centro sportivo di proprietà, è quasi un anticalcio basato sulla genialità di De Laurentiis e dal 2015 ad oggi sulla bravura di Giuntoli».

Questo Napoli ha un punto debole?
«Fino a ieri avremmo detto la profondità della rosa, ma guarda come hanno giocato con la Lazio Lobotka e Mertens. Nel momento del bisogno la squadra ha un gioco, questo è merito di Spalletti. E’ una squadra che sembra più sarriana del Napoli di Sarri. Guarda il gol di Fabian Ruiz, con 35 passaggi di fila».

Quale è il segno distintivo del Napoli?
«Nel Napoli la prima cosa che salta agli occhi è la qualità del gioco, se pensi all’Inter la prima cosa è la qualità dei giocatori».

Temi che il Milan possa sfaldarsi?
«No, non credo. Deve solo tornare a vincere, può farlo. Contro il Sassuolo ha commesso tanti errori tecnici, davvero troppi».
Che cosa rispondi a chi non si spiega come le due sconfitte del Milan a Firenze e col Sassuolo siano state intervallate dalla vittoria in Champions.
«La Champions ha altri avversari, ha altri contesti. E’ come uscire con una bella donna, per conquistarla dai il meglio di te stesso, vai alle Maldive e poi torni a casa. Così è successo al Milan, che ha vinto a Madrid e ha perso a San Siro contro il Sassuolo, che tra l’altro è una squadra che ti nasconde sempre la palla e che dà il meglio contro le grandi. Non è un caso che abbia vinto in casa della Juventus e del Milan».

La Juve ha già perso 5 partite in 14 giornate.
«Stanno perdendo tanto tutti, questo è un fatto anomalo. Le sconfitte sono sempre una buona prospettiva per valutare le possibilità di una squadra. Per questo dico che la corsa scudetto è ridotta a quattro squadre. Napoli e Inter hanno perso una sola volta, il Milan e l'Atalanta due volte: saranno loro a contendersi il titolo».

Questione plusvalenze in casa Juve e non solo. Che idea ti sei fatto?
«Intanto va chiarita una cosa sulle plusvalenze. Se prendo Pogba a zero e lo vendo a cento, sono stato un mago, ho fatto un capolavoro. Così come succederà con Vlahovic. Il confine è cosa fai sul bilancio, e quindi si parla di plusvalenze fittizie. Se tu usi le plusvalenze per falsificare il bilancio allora rischi la galera, soprattutto una squadra quotata in Borsa. La verità è che il vero danno è sempre economico. Se tu hai alterato una gara, io ti chiedo i danni. Queste mie sono opinioni di panorama, ma in questo momento io sto con la Juve perché sto con me stesso, perché ciascuno di noi deve essere innocente fino a prova contraria. Il problema è che ora si parla di fatturazioni false e inesistenti. E per la Juve la cosa più preoccupante sono i 39 milioni di plusvalenze sull’Under 23, quando una squadra di Serie C costa 2-3 milioni».