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Sconcerti, cosa ti impressiona del lavoro di Spalletti?
"Si parla sempre di Spalletti, bravissimo intendiamoci, ma la verità è che il Napoli ha giocatori straordinari. Prendi Osimhen. L’anno scorso è stato fuori tre mesi e il Napoli praticamente non l'ha mai avuto con continuità. Quest'anno è devastante. Osimhen terrorizza l’avversario. Sono tutti terrorizzati, davvero. A Firenze anche il pubblico aveva paura, perché lo fischiavano appena toccava palla: è il segno che siamo di fronte ad un grande giocatore".

Differenze tra il Napoli di Gattuso e quello di Spalletti? Gli uomini sono più o meno gli stessi.
"Differenze enormi. Il Napoli di Gattuso palleggiava, quello di Spalletti gioca in verticale. Mi fa sorridere quando si dice che Spalletti ha raccolto la semina di Gattuso. Per favore, ma cosa vuoi che gli abbia lasciato Gattuso a Spalletti? Hanno diciannove anni di differenza e una storia completamente diversa".

Dove sta la forza del Napoli?
"Nel calcio verticale, come detto. Che sfrutta tutta la potenza di Osimhen. E poi avere Lozano e Politano sulla stessa fascia è un valore. Si danno il cambio e ti massacrano. Nessuno in A ha un cambio così. E infine: Koulibaly ha trovato chi gli pulisce lo specchietto, cioè Rrahmani, ed è tornato a giocare ad altissimi livelli. Ma il segreto sono i tre attaccanti, strepitosi".

Forse manca un’alternativa a Mario Rui sulla fascia sinistra, non trovi?
"Mario Rui poverino, è stato cacciato dal Napoli trenta volte e poi se lo ritrovano e capiscono che è un buon giocatore. Una volta, ero giovane, alla Parigi-Roubaix, chiesi a Bernard Hinault se si sentiva un eroe e lui mi diede una risposta illuminante. Disse: un eroe è solo un martire fortunato. Ecco, vale lo stesso per tanti calciatori, compreso Mario Rui".
Cosa ti hanno detto queste prime sette giornate di campionato?
"Che questa classifica può essere anche quella finale. Queste prime 7 partite ci hanno detto che le 7 sorelle non ci sono più. Tre squadre avanti, Napoli, Milan e Inter, e le altre in scia, ma distanziate. La Lazio è la più fragile, la Juve per darsi un equilibrio gioca con sei centrocampisti come ha fatto col Torino: e questo è il massimo segno del realismo, ma dietro al realismo c'è un problema. E poi l'Atalanta ha già perso due partite - contro Fiorentina e Milan - e la Roma ha avuto un calendario splendido".

E l’ha sfruttato alla grande.
"Tra le grandi la Roma ha affrontato solo la Lazio e ha perso. La Roma nelle prime sei partite - tolto quella con l'Empoli - ha giocato con lo stesso centrocampo: Cristante, Veretout e Pellegrini. Sempre in campo, senza mai essere sostituiti. Significa che è stata costruita male, con tre centravanti, tre trequartisti e tre centrocampisti. Ha inseguito il mercato, più di costruirlo. Ma ha un grande allenatore come Mourinho".

Mercoledì l'Italia gioca la semifinale di Nations League contro la Spagna. Ti interessa questo torneo?
"Sinceramente no. La trovo un'assurdità, non mi interessa molto. Trovo persino ingiusto che una squadra che due mesi fa ha vinto l’Europeo debba fare una semifinale di questo tipo, è assurdo paragonare la Nations League ad un torneo complicato come l’Europeo. Certo, è il mio lavoro e avrò coscienza di farlo bene, ma questa Nations League mi pare una vera e propria speculazione del calcio moderno".