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Sconcerti, la ripresa della Serie A è ormai quasi certa.
«Il virus sembra che ci stia dando tregua, bene, è una buona notizia. Se non si compromette la prossima stagione, allora, certo, giochiamo. Ma qualche dubbio su come ci stiamo arrivando, io ce l’ho».

Spiegaci.
«Devo ancora sentire un pronunciamento dei giocatori, per esempio. Poi ci sono un sacco di squadre che non hanno accordi sugli stipendi da tagliare. E infine si è sorvolato sull’aspetto più importante, il protoccolo nel caso si trovi un calciatore positivo».

L’idea è quella di rifarsi al modello tedesco.
«Lo dicano chiaramente, allora. Credo che abbiamo costruito un insieme di castelli senza affrontare il problema più importante, che è quello dell’eventualità del calciatore positivo».

Il Ministro dello Sport Spadafora chiede il calcio in chiaro.
«Ma perché? Non mi sembra giusto. Io ho pagato».

Mica lo tolgono a chi ha pagato.
«Allora voglio indietro i miei soldi. Non è corretto, non è giusto. E’ una mossa che sposta un sacco di soldi di pubblicità. Se io l’avessi saputo non avrei fatto l’abbonamento, l’avrei sospeso e poi mi sarei abbonato l’anno prossimo. Insomma, facciano quello che gli pare, ma c’è un trattamento diverso tra chi paga e chi no»
Molte squadre di Serie A stanno reclutando ragazzi della Primavera per ovviare ad un campionato compresso e a partite ogni 3-4 giorni. E’ una buona idea? Servirà ai ragazzi?
«In teoria sì, ma in pratica no. E’ vero che saranno 12 partite giocate i pochi giorni, e quindi serviranno tutti. Ma alla fine non credo saranno molti quelli che dimostreranno di meritare di scendere in campo. Hanno comunque davanti 17-18 altri giocatori, non sarà facile trovare spazio. E’ una scelta aritmetica. Anzi, è una necessità più che una scelta»

Che mercato è nato in questa quarantena?
«Mi ricorda il mercato di trenta-quaranta anni fa, prima delle televisioni, quando si facevano gli scambi che si potevano fare. E così è questo. Si privilegiano le esigenze interne. L’esigenza della Juve è sistemare Pjanic e allora si fa prendere per i fondelli da Arthur, con la madre che dice non viene. Mi sembra assurdo. Ma la partenza di Pjanic significa anche un’altra cosa».

Quale?
«Significa che hanno confermato Sarri. Nel non trovare un posto a Pjanic c’è l’incapacità di Sarri. Lui vuole giocatori disciplinati, tutti uguali. E’ la sua idea di calcio. Pjanic prende il pallone, alza la testa e guarda. A Sarri non gli interessa. Per lui se alzi la testa e pensi sei già lento. Mi devono spiegare Pjanic cos’ha in meno di Ramsey, che sembra diventato un fuoriclasse. In ogni caso, trovo assurdo che non si riesca a trovare un posto a uno come Pjanic. Anche se sul mercato della Juventus bisogna porsi un’altra domanda. Con cautela, ma bisogna farsela.

Quale domanda?
«Bisogna chiedersi la disponibilità di Fca. La Juventus ha già 500 milioni di debito, ed è nella cassaforte di una società anglo-olandese, che tra l’altro paga le tasse in un Paese straniero, e che ha chiesto allo Stato italiano un prestito di 6 miliardi. Significa che ha bisogno di liquidità. Tutto questo crea un quadro dove anche la Juventus è probabile che si debba dare una regolata».

di Furio Zara