La serie A è ripartita. Da Cristiano a Higuain, da Piatek a Zaniolo, dalla Juve che vince sempre al Milan che cerca se stesso, Mario Sconcerti - stimolato dalle domande dei lettori di 100° Minuto - inquadra l'attualità di un campionato che a qualcuno - vedi De Laurentiis con le sue dichiarazioni - vorrebbe diverso, più blindato, più esclusivo. 

Sconcerti, partirei dall'anatema di De Laurentiis: "Multa a chi arriva ultimo, il Frosinone non attira interesse, che ci fa in serie A?". Che riflessione si può fare? 
"E' una riflessione dura, ma inevitabile. Chiaro che a me non piace, ma è quello il futuro. Con il marchio della serie A che è sempre più decisivo, si tenderà sempre ad avere una SuperLega con grandi partite. Quindi questo elimina i piccoli avversari. Ci saranno grosse sorprese, perché molte società medie oggi pensano di stare dentro quell'élite, ma in realtà rimarranno fuori. A me non piace, ma in questo momento non si può nemmeno dire. De Laurentiis è un istrione, ma è stato duro: non si fanno battute al New York Times. Ma nessuno si stupisca, del resto le stesse cose le avevano dette anche Andrea Agnelli, lo stesso Rummenigge. Quella è la direzione, c'è poco da fare. L'ingiustizia semmai è un'altra…". 

Parliamo di calcio giocato. Senza Higuain il Milan ha vinto a Genoa. 
"Guarda, a margine della storia di Higuain, lasciami dire una cosa sui tifosi genoani. Non ci sono mai state operazioni di questo tipo, con un giocatore che ha dato il meglio in quattro mesi ed è stato venduto, come è successo con Piatek. Abbiamo applaudito la dimostrazione di forza del Milan, senza preoccuparci minimamente degli altri. Non c'è stato nessuno che ha detto: cosa sta succedendo? E’ normale che sia così? Siamo tutti a servizio della ricchezza, questo è il cuore della questione". 

Piatek inevitabilmente toglierà spazio a Cutrone. 
"Sono due attaccanti molto simili, Cutrone e Piatek. Hanno le stesse caratteristiche. Gattuso può anche provarli, per carità, ma il calcio tende a dare dieci compiti diversi. I doppioni sono mal visti, ma non sarebbe la prima volta che si gioca con due centravanti centrali fisici ed opportunisti. Quando hai Kessie e Bakayoko in copertura puoi farlo. Ma se mi chiedi quale sarà la normalità allora ti dico che sarà Piatek al centro dell'attacco". 

Ti è piaciuto Paquetá?
"Sì, sta crescendo. L'impressione è che sia un giocatore vero. Paquetá però esclude i due centravanti, Cutrone e Piatek. Al massimo lo metti a sinistra, ma a quel punto diventa uno da far ruotare con Suso e Chalanoglu".  Quale operazione di mercato ti è piaciuta di più finora? 
"Molto interessante l'operazione che la Fiorentina ha fatto con Muriel, può dare belle soddisfazioni. Ramsey mi sembra un giocatore importante per la Juve. Anche perché Allegri ne ha bisogno: Khedira non c'è quasi mai stato, ha giocato le prime quattro da titolare, poi uno spezzone e un'altra ora di gioco. Emre Can ha avuto problemi alla tiroide, Cuadrado è in infermeria, Bernardeschi ha avuto problemi fisici. Questa Juve è riuscita a coprire le tante zavorre e questo è un altro merito". 

Ha senso trattenere Kean e Spinazzola? 
"Il problema per Spinazzola è trovare un suo sostituto. Credo che se avessero Darmian subito, allora manderebbero Spinazzola a giocare altrove. Il discorso di Kean è diverso. La riserva di Cristiano Ronaldo e Mandzukic è Dybala, che non è un vero centravanti; quindi Kean serve lì davanti come alternativa. O altrimenti - se lo dai via in prestito - lo devi sostituire. Ma io credo che se Kean è bravo davvero, e lo è. imparerà meglio molto da stagioni come queste, imparerà di più a stare a Torino che in prestito altrove". 

Chiudiamo con Zaniolo: ne parlavi bene in tempi non sospetti, ora si sta affermando. 
"Può davvero diventare un giocatore di altissimo livello". 

Che farà la Roma, lo terrà o lo venderà? 
"E' probabile che Zaniolo vada via in estate. Certamente non andrà via ora, ma è chiaro che la Roma valuterà le offerte e a quel punto diventerà un problema. L'affermazione di Zaniolo non è isolata. In questo momento cominciamo ad avere giocatori giovani, penso a Pellegrini, tutti e due, sia Lorenzo, che conosciamo bene, che Luca, il terzino che presto compirà vent'anni: è un giocatore di grande avvenire, un azzurro inevitabile. A proposito: la Roma è la società più organizzata a livello di settore giovanile e mi sembra strano che nessuno l'abbia mai considerata. E questo succede ormai da anni. Senza pensare alle eccellenze, cioè Totti e De Rossi, ma anche lo stesso Aquilani; da Caprari a Politano, da Romagnoli a D'Alessandro, oggi c'è una fascia media molto importante che è cresciuta nella Roma". 


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