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Sono ore calde in Scozia e in tutto il Regno Unito dopo lo scoppio del caso legato a delle intercettazioni realizzate sui tifosi. Sky News riporta un'interessante indagine effettuata dalla polizia scozzese. I tifosi accusano la polizia di accedere senza richiesta e senza un particolare motivo ai dati personali e ai cellulari.

IL CASO - Questo sistema è stato attivato nel 2011 dopo un match “ad alta tensione” tra Celtic e Rangers e dovrebbe servire a ridurre il crimine e gli atti terroristici. Attualmente ci sono 15 ufficiali dedicati a queste intercettazioni: un’operazione da un budget annuale di oltre 700 mila euro. Le proteste dei supporters si basano sull’accesso da parte della polizia ad informazioni personali che centrano poco col crimine organizzato e col terrorismo. Molti ragazzi addirittura sono stati contattati per diventare degli informatori ufficiali della polizia.

I DATI -  Sky News ha indagato sulla vicenda e dai dati emersi si possono rilevare 3007 mandati di intercettazioni solamente nel 2016. Questi mandati sono quasi tutti legati a reati come lo spaccio e la rapina armata o altri casi connessi alla sicurezza nazionale. La situazione non è ancora stata risolta, con i tifosi da una parte che chiedono più rispetto sulle norme della privacy, dall’altra la polizia che si tutela con il discorso del terrorismo.