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Qualche settimana fa era stato Nicolás Burdisso a scatenare il dibattito, affermando in un’intervista alla Gazzetta dello Sport che “a Roma manca la cultura del lavoro”. In realtà l’espressione usata dall’argentino era stata un po' più eloquente: “A volte alla Roma sembrava che i giocatori stessero facendo un favore all’allenatore ad allenarsi”. Ecco, dopo la notizia di ieri che ha visto Garcia annullare l'allenamento pomeridiano, le parole di Burdisso hanno tutto un altro peso. Secondo quanto filtra da Trigoria, il tecnico giallorosso ha cancellato la seduta pomeridiana di ieri perché era soddisfatto di come la squadra avesse risposto in mattinata a un lavoro definito "particolarmente intenso". Tralasciando le ovvie reazioni, più o meno moderate dei tifosi, l’interrogativo su quale sia la reale filosofia del lavoro a Trigoria resta aperto.

ZEMAN - Solo qualche giorno fa Zdenek Zeman aveva detto senza mezzi termini che a Roma “comandano i giocatori”. Con la sua consueta ironia il boemo ha dichiarato che quando c’era lui sulla panchina giallorosssa, “12 calciatori erano sempre sul lettino mentre due erano ancora sul grande raccordo anulare”. E se da un lato è difficile credere che le parole di Zeman siano solo frutto del rancore, dall’altro gettano certamente una luce particolare sulla mentalità che si respira nella Capitale.
LUIS ENRIQUE - Anche Luis Enrique, quando nel 2011 sbarcò a Roma, più che vittorie promise la fatica. Lo spagnolo disse di sentirsi molto colpito dall’atteggiamento dei tifosi giallorossi: “Il primo giorno che sono arrivato a Trigoria i tifosi mi hanno chiesto 'a Mister falli corre', e questo mi ha sorpreso”. Già, perché per lo spagnolo era naturale chiedere il massimo alla propria squadra. Ma ben presto si accorse che non era così. Luis Enrique a Roma tentò di portare una cultura nuova ma capì in fretta che era un’utopia impossibile da realizzare. Prima di lui, sono stati tanti gli allenatori che hanno dovuto combattere con questa sindrome da affaticamento perenne che colpisce Trigoria. Perfino Fabio Capello si lamentò della scarsa attitudine al lavoro dei suoi uomini.

FILOSOFIA VINCENTE - In un club, la filosofia vincente non si compra da un giorno all’altro, certo, ma anche piccoli gesti possono fare la differenza. Soprattutto in una piazza come quella romana. E la decisione di Garcia di premiare i suoi uomini cancellando un allenamento non migliora di certo la situazione. Il tecnico francese ultimamente sembra essere ostaggio dell’incoerenza. Solo un mese fa diceva che “non si arriva due anni di fila secondi in Serie A senza cultura del lavoro”, mentre adesso concede un premio ai suoi giocatori. Aveva fatto la voce grossa, promettendo doppie sedute e vestendo i panni del sergente di ferro. Ora invece fa retromarcia, aumentando la frustrazione di una piazza che non si riconosce più nella squadra. Se la società americana aveva intenzione di riconquistare il cuore dei propri tifosi attraverso un maggiore impegno, con la mossa di ieri ha scavato l’ennesimo fossato con la sua gente.