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  • Roma: Dzeko via per lanciare Schick? Come Gervinho con Iturbe. E Pastore...

    Roma: Dzeko via per lanciare Schick? Come Gervinho con Iturbe. E Pastore...

    • Paolo Franci

    Il 26 giugno 2018 il direttore sportivo della Roma, Monchi salutava così l'arrivo di Javier Pastore: "L'arrivo di Pastore mi rende felice – parole consegnate al sito ufficiale del club - poiché parliamo di un calciatore in grado di emozionare i tifosi con le sue giocate. Nel mio percorso da direttore sportivo ho preso tanti calciatori, Javier è probabilmente quello con più qualità". 

    Emozioni fin qui, due di numero anche se preziose, i gol di tacco. Non voglio infierire sull'utilità prima e l'utilizzo poi dell'argentino, naturalmente fino a oggi. Non sparo sulla croce rossa e certo non me la prendo con un giocatore tormentato dagli infortuni, anche se questo aspetto - pagando 24,5 milioni per un calciatore 29enne certamente di talento, ma di fragile rendimento - doveva essere tenuto in debito conto da chi l'ha acquistato. Anzi, lo aspetto con una certa trepidazione anche per capire cosa ne sarà di lui, vista l'esplosione di Pellegrini, e come si cercherà di sfruttarne il talento. 


    Mi chiedo però, come possa essere in discussione - perché così pare che sia - il prolungamento (spalmando lo stipendio, immagino) del contratto di Edin Dzeko (32 anni, 80 gol in 154 partite) fino al 2021, rispetto alla scadenza del 2020 che, di fatto, potrebbe portare all'addio a fine stagione per non azzerarne il valore. Direte: cosa c'entra Pastore? Beh, se al Flaco hanno fatto firmare un contratto di cinque anni a circa 3,5 milioni netti a stagione - quindi la Roma dovrà tenerselo fino al 2024 e cioè quando Pastore avrà 34 anni - nella speranza che il giocatore si imponga, perché non spalmare il contratto di Dzeko? (che oggi guadagna un milione in più netto rispetto al Flaco). Si arriverebbe al 35esimo compleanno del bosniaco, che poi è l'età attuale di Daniele De Rossi. 

    Si narra che però a Trigoria c'è chi vorrebbe lanciare definitivamente Schick, rinunciando ad allungare il contratto di Dzeko. Idea logica, se però il ceco avesse dato un minimo, ma proprio un minimo di garanzie sul giocatore che dovrebbe essere e che fin qui non s'è visto. D'altra parte, c'era chi ragionava così anche quando ci si voleva liberare di Gervinho - sì, lui, quello che sta facendo la differenza a Parma – per liberare la rampa di lancio di Iturbe. Dove sia stato poi lanciato Iturbe, è storia recente. Così come lo è l'imprescindibilità di Edin Dzeko. 
     

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