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Balotelli è stato chiaro dopo la partita contro il Bologna risolta da una sua autentica prodezza: "Quando gioco insieme a Pazzini, uno dei due va sempre a segno. Mi piacerebbe giocare insieme a lui". E anche le cifre spingono verso uno schieramento contemporaneo delle due punte da parte di Seedorf, a partire dalla delicatissima sfida all'Atletico Madrid di mercoledì prossimo: insieme, i due vanno a segno una volta ogni 82', ma non è solo una questione di cifre. L'ingresso in campo di Pazzini a gara in corso ha sempre dato a Balotelli la possibilità di beneficare di maggiori spazi lontani dal traffico dell'area di rigore, dove può liberare le sue qualità, come si è visto venerdì sera. E con lo stesso Pazzini i rossoneri guadagnano in profondità e incisività della manovra, visto che i trequartisti a disposizione di Seedorf faticano a inserirsi con continuità, vuoi per una questione di caratteristiche, vuoi per un dinamismo non proprio esasperato.

IL MISTERO MATRI - Il tecnico olandese ha sempre cercato di giustificare la scelta di non partire con Pazzini al fianco di Balotelli, prima sottolineando problemi legati all'equilibrio della squadra, poi evidenziando l'assenza di alternative in panchina in caso di infortuni. E qui torna a galla la scelta decisamente discutibile di privarsi in fretta e furia di Alessandro Matri per cederlo in prestito gratuito alla Fiorentina. Seppur reduce da 5 mesi tremendi, l'attaccante lodigiano (pagato ben 11 milioni di euro alla Juventus in agosto) avrebbe permesso a Seedorf di non trovarsi ad evidenziare una lacuna esistente nella rosa, che il giovane Petagna non può colmare da solo. In Champions, alla luce delle tante defezioni, il tandem Pazzini-Balotelli è una soluzione, ma l'impressione è che sia un esperimento durato a durare poco.
IL CONFRONTO STATISTICO PAZZINI-BALOTELLI: