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Una carriera ricca di successi da calciatore, un presente da responsabile degli scout per il Brasile. Serginho ha scritto pagine importanti della storia del Milan e, in una intervista concessa a Calciomercato.com, affronta diverse tematiche attuali. 

Come sta vivendo questo passaggio epocale con l’addio al Milan di Berlusconi?
"La decisione è un po’ particolare, io non entro nel merito quasi mai. Conosciamo l’amore della famiglia Berlusconi verso questa società però hanno preso questa decisione per un problema loro. Quello che ha costruito lui sarà qualcosa di incredibile: prendere una squadra come il Milan che nessuno credeva potesse diventare la squadra più titolata al mondo fa capire la passione tremenda che lui ha avuto. Come ex calciatore del Milan, che ha vissuto in questa famiglia, fa molto dispiacere di vedere una squadra nostra che finisce così. Spero che la nuova società possa avere almeno la metà della passione di Berlusconi. Abbiamo vissuto tante cose insieme, quasi dieci anni all’interno della società, e la vittoria delle due Champions League me le porterò sempre dentro".

Questo Milan le sta piacendo? Come giudica l’operato di Montella fino ad ora?
"Il Milan vive un momento difficile, tutti i problemi che ha avuto in questi anni ha creato instabilità all’interno del gruppo. Credo che dentro questa società ci sia gente intelligente e pronta per far tornare il Milan come prima. Montella, piano piano, sta mettendo la sua filosofia di gioco e credo che si stia già vedendo qualcosa. Nel giro di qualche settimana mi aspetto un deciso cambio di marcia, sono sulla buona strada".
Spesso viene detto che al Milan manca un terzino forte come Serginho, è veramente così? Come giudica l’operato dei vari De Sciglio e Antonelli?
"Il mio era un periodo diverso rispetto al calcio di oggi. Chi ha vissuto il nostro grande Milan è chiaro che ha nostalgia. Era un calcio di molta fantasia, molto aggressivo e il Milan comandava il gioco in Italia e in Europa. Loro hanno grandi qualità. È chiaro che non è un Milan ricco di fantasia ma si deve puntare sia su De Sciglio che su Antonelli".

Cosa ne pensa della presenza delle bandiere in società e della vicenda  Maldini?
"Fino ad ora credo si sia parlato molto senza conoscere bene la situazione attuale. Credo però che una bandiera come Maldini, che ha fatto la storia e ha vissuto per 25 anni lo spogliatoio di questa società, è difficile trovarla nel mondo. Per quello che ha fatto credo debba avere spazio".

C’è un calciatore brasiliano che consiglierebbe alla nuova proprietà?
"Il calcio brasiliano sta vivendo un periodo particolare, molto difficile. Ogni anno escono dei giovani che vanno presto in Europa, si perde sempre quella qualità tecnica. I due più forti sono già andati via: Gabriel Jesus al City, Gabigol all’Inter. Lui deve abituarsi al calcio italiano ma è un grande talento. C’è Lucas Lima del Santos, che viene cercato da molti, e consiglierei lui".