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Su questa rubrica inizia oggi una specie di countdown ‘illustrato’ nel quale cercheremo di analizzare, a cadenza giornaliera, i principali temi tattici delle prime otto classificate dello scorso campionato. Sarà un crescendo che terminerà sabato prossimo con i campioni in carica del Milan, pronti a inaugurare la Serie A 22/23 al Meazza, contro l’Udinese. 
Sarà come riprendere il filo di tanti discorsi lasciati in sospeso. Affronteremo infatti le novità, i possibili cambi di assetto, le carenze, le criticità, le questioni non risolte e quelle risolte solo apparentemente da un mercato in ogni caso ricco di colpi di scena e che, possiamo scommetterci, non ha ancora finito di stupire. 
Non daremo voti, rifletteremo insieme. Forse, ci sbilanceremo appena o prenderemo qualche abbaglio. Difficile, però, se si ragiona.   
Partiremo allora dall’Atalanta arrivata ottava, domani toccherà alla Fiorentina settima, quindi lunedì alla Roma, martedì alla Lazio, per finire con la zona Champions, dalla Juve quarta al Napoli terzo, fino alle due milanesi che si sono giocate lo scudetto nell’ultima giornata. 

PIÙ FORTI IN MEZZO AL CAMPO - La Dea, al momento, si è rinforzata dove apparentemente aveva meno bisogno. Mi riferisco in particolare al settore centrale del campo, dal centrocampo in su, ma in un’accezione larga, che comprenda anche gli half spaces. Ho usato l’avverbio ‘apparentemente’ perché in realtà gli innesti in questi due reparti lasciano intravedere un miglioramento concreto, tangibile, per quanto ancora solo abbozzato. Se non altro sono aumentati i jolly che Gasperini potrà calare nel corso della stagione o durante una partita. Limitatamente al settore descritto, per il momento. Il che rende tutto un po’ troppo disomogeneo come impressione generale. Basti pensare che Ederson, che tanto ha stupito con la Salernitana e che rappresenta un po’ la nuova scommessa del Gasp in mezzo al campo, arriva per interpretare proprio quella funzione svolta mirabilmente da Mario Pasalic, il miglior marcatore dell’Atalanta lo scorso anno con 13 reti. Il brasiliano sarà titolare, non sarà titolare, giocherà trequartista, giocherà nei due? Dipenderà, ovvio. Lo stiamo già vedendo nelle amichevoli precampionato. La prima in assoluto infatti l’ha giocata così.



È vero che è partito Pessina, quindi Ederson arriva a coprire quel buco lì, ma diciamoci la verità, Pessina non ha reso quanto doveva. Ha deluso, ha frenato la Dea. In proporzione, invece, l’aspettativa attorno al brasiliano è più alta, più fondata, anche proprio come doti fisiche e tecniche, per cui ci troviamo di fronte davvero a un possibile crack. Di conseguenza anche la concorrenza a centrocampo salirà, e ribadisco, in quel ‘ruolo’ c’era già Pasalic. Anche Koopmeiners ha fatto alle volte il trequarti nel 3-4-1-2. E attenzione perché secondo Gasperini (lo ha dichiarato di recente su Dazn) questo che viene è l’anno del Koop. Ma forse nel suo caso intendeva da interno…



Il fatto è che di 5/6 centrocampisti (comprendendo anche Scalvini che balla fra difesa e mediana) ce ne sono 3 più offensivi, che a turno potranno fare il trequarti nel sistema 3-4-1-2 spesso ma non sempre utilizzato dal tecnico di Grugliasco. Sono appunto Pasalic, Ederson e Koopmeiners (quest’ultimo un po’ meno, forse, ma staremo a vedere.) E c’è da dire che ognuno di loro può fare anche l’interno, partendo dunque un pelo dietro. Ederson certo porta tanta gamba, una promessa di invasione continua, anche da centrocampista. La coppia storica De Roon-Freuler potrebbe gradualmente venire non dico archiviata ma per lo meno insidiata ancora di più dell’anno scorso dalla presenza di un sempre più protagonista Koopmeiners e del nuovo arrivato Ederson. Soprattutto quando il Gasp punterà sulla variante di sistema del 3-4-2-1/3-4-3. ‘Significativa’ da questo punto di vista l’amichevole in famiglia fra Atalanta bianca e Atalanta nerazzurra.


Interessante rilevare come i bianchi, la cui punta del tridente era Zapata, disponessero di due esterni veri e propri (Boga e Cissé) negli half spaces, mentre i nerazzurri, con Muriel davanti, schieravano due trequartisti (Pasalic e Malinovskyi). Un caso, forse. Anche perché Gasperini poi li mescolerà tutti in tante salse, sfruttando gli accostamenti offensivi di volta in volta più fastidiosi per gli avversari. Non facciamo in tempo a parlare di 3-4-2-1/3-4-3 che subito dobbiamo fare marcia indietro: nella partita più importante giocata finora dalla Dea, quella persa 1 a 0 in casa del Newcastle, si è rivisto il 3-4-1-2. Ed Ederson era lì, bello offensivo, testato subito dal ritmo Premier. Bene.



LOOKMAN E BOGA - Però poi l’Atalanta ha appena comprato Lookman, un giocatore che al pari di Boga sembra indirizzare il sistema di Gasperini verso una terminazione 2-1 piuttosto che 1-2. Eccolo nel Leicester mentre riceve nello spazio di mezzo in corsa, dopo aver seminato Alexander-Arnold e prima di segnare il gol vittoria al Liverpool. Ne ha fatti 6 in Premier: non male per un esterno che non giocava sempre sempre.



QUESTIONI APERTE - Le questioni aperte sono ancora tante in casa Atalanta, e non mi riferisco solo al problema Palomino, che evidentemente cambia il destino di qualche seconda linea e forse un po’ anche quello di De Roon (non di rado schierato anche come braccetto nei tre dietro). Okoli si sta mettendo in mostra, Scalvini e Ruggeri crescono, ok. Sono i quinti però che non hanno più gol nei piedi o nella testa. Uscito di scena Gosens e calato spaventosamente Hateboer, l’Atalanta non ha ancora trovato due degni successori. Zappacosta e Maehle vanno bene, sì, il primo in particolar modo ha sfornato diversi assist l’anno scorso, ma non fanno i gol tipicamente gasperiniani. Il danese soprattutto, se confrontato a chi lo ha preceduto, non è stato ancora altrettanto incisivo sulla fascia sinistra. E non credo che Zortea o lo stesso Ruggeri possano dire tanto di più in questo senso. Ecco cosa manca, ciò che ha fatto la fortuna del Gasp: il quinto d’assalto. Forse ancora più di un Pinamonti, vista l’abbondanza in attacco (anche se un vice Duvan vero e proprio, un centravanti alternativo insomma, non c’è…), servirebbero due nuovi mostri ‘tuttafascia’. Tirati fuori da non so che angolo di mondo, ma due che mettano paura ai terzini avversari per il loro strapotere fisico. Ne basterebbe anche solo uno a sinistra, forse.
Infine c’è il caso Boga da risolvere. Gasperini l’ha provato e lo sta provando in tutte le posizioni del fronte d’attacco, forse anche per liberarlo dal vizio dell’individualismo, legato probabilmente alla sua zona di comfort. Vuole togliergli certi ‘tic’. Boga non può giocare da solo nell’Atalanta che fa calcio totale. Stavolta o si cala nello spirito del gioco collettivo di Gasperini o Lookman gli toglierà quel poco di spazio che gli è rimasto.