Non è un calendario, è una posizione del Kamasutra. Una delle più scomode, sicuro che ti stanchi e rischi pure di farti male. Passato il giro di boa, il calendario della serie A sta diventando qualcosa di molto complicato che avrà - questo è sicuro - conseguenze decisive sulla stagione in corso. Colpa della Champions e dell’Europa League, colpa delle semifinali di Coppa Italia, colpa del rugby, colpa delle esigenze dei vari club e dell’invasione delle cavallette dell’Illinois. Si lamentano tutti e - sorpresa - hanno tutti ragione a lamentarsi. E in Lega non sanno più che fare. La Lazio sbotta, il Milan fa i suoi calcoli, la Fiorentina reclama i suoi diritti, la Sampdoria prende tempo, la Spal si sente mortificata. E c’è un calendario chewing-gum da tirare a piacimento. 

Facciamo (dis)ordine: Lazio-Milan, semifinale di Coppa Italia, si giocherà il 26 febbraio. Ma farà saltare la sfida di campionato Lazio-Udinese (in programma il 25): è una partita mina vagante perché non c’è spazio per collocarla, non in quel week end di sicuro (il 24 all’Olimpico c’è Italia-Irlanda di rugby). E quindi: Lazio-Udinese rinviata a data da destinarsi. Con il concreto rischio che - se la Lazio dovesse passare il turno e approdare alla finale - la sfida con l’Udinese (date un’occhiata la calendario) non si giochi fino al 23 maggio. Parliamo di tre (3!!!) giorni dalla fine del campionato. 

Contromossa del Milan, che avrebbe dovuto giocare la partita di campionato con l’Empoli sabato 23 alle 18. Il club rossonero non vuole partire svantaggiato (lo sarebbe stato scendendo il campo il 23 in campionato e il 26 per la semifinale di Coppa), perciò ha ottenuto di anticipare la sfida coi toscani al giorno prima, venerdì 22 (ore 20.30).  Ricapitolando: la Lazio gioca domenica 17 febbraio col Genoa a Marassi (campionato), mercoledì 20 febbraio a Siviglia in Europa League, martedì 26 all’Olimpico col Milan (Coppa Italia). Tre partite in otto giorni (diventano 4 in 12 giorni se consideriamo che prima del filotto - giovedì 14 - c’è l’andata col Siviglia all’Olimpico), tutte decisive per gli obiettivi di Inzaghi. E questo sarà lo scivolo verso il derby di sabato 2 marzo. Ergo: la Lazio scenderà in campo ogni tre giorni. Dal 10 febbraio (Milan-Cagliari) al 26 (Lazio-Milan di Coppa) la squadra di Gattuso scenderà in campo quattro volte (in mezzo il 16 a Bergamo e il 23 con l’Empoli). Quattro partite in sedici giorni, una ogni quattro giorni. 

L’altra partita che ha mandato in tilt il calendario è Atalanta-Fiorentina, inizialmente prevista per lunedì 4 marzo (posticipo). Ma lunedì 4 marzo è anche l’anniversario di una tragedia che in casa viola nessuno - a un anno di distanza - vuole dimenticare. Il 4 marzo 2018 moriva Davide Astori, il capitano della Fiorentina (bergamasco di nascita). Così il club di Della Valle ha chiesto alla Lega di anticipare la partita alla domenica, per poter avere il lunedì 4 libero e rendere così il giusto omaggio ad Astori. L’Atalanta è d’accordo, la Lega prende tempo. Perché a questo punto va trovato un altro posticipo del lunedì sera. Ma la Lega decide poco (zero), tocca a Sky e Dazn - che detengono i primi diritti televisivi - decidere che partita posticipare. 

La scelta pare essere caduta su Sampdoria-Spal. Che dicono le due società? Nicchiano, aspettano. Giampaolo non è convinto, Ferrero per ora lo ascolta. Un bel caos. E siamo solo all’inizio: dalla 29ª alla 38ª giornata, cioè da fine marzo a maggio, anticipi e posticipi sono ancora tutti da definire. 
Dimenticavamo: in tutto questo bailamme con cambi di date e orari e partite che viaggiano come sonde spaziali nella galassia alla ricerca di un approdo, di dare certezze ai tifosi frega niente a nessuno.