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Appena sei giornate sono bastate per creare fibrillazioni in diverse piazze del campionato di Serie B e aprire i primi processi. E alcuni dei verdetti stanno già per essere emessi, confermando una volta di più l'incapacità di programmare di tanti dirigenti italiani, a tutti i livelli. Non si possono motivare diversamente le rivoluzioni in atto a Benevento e Pisa, due società reduci da grandi delusioni per l'esito della stagione passata - ma molto diverse per come sono arrivate e per quelle che erano le premesse - e forse poco lucide al momento di creare i presupposti per ripartire. Da una parte l'indecisione sulla sorte di Fabio Caserta ha finito per togliere certezze ad un gruppo che di qualità tecniche ne ha da vendere ma che non ha dimostrato altrettanto spessore sotto il profilo caratteriale. Dall'altra una miopia, mista ad ingratitudine, nel non riconoscere che difficilmente si sarebbe potuto fare meglio di un allenatore come Luca D'Angelo, arrivato ad un centimetro dalla promozione in Serie A e ora richiamato in fretta e furia per rimpiazzare il deludente Maran.

BENEVENTO E PISA SVOLTANO - Benevento e Pisa approfittano della sosta per le nazionali per imprimere la svolta prima che sia troppo tardi, consapevoli di aver costruito organici che meritano ben altro tipo di classifica. La formazione del patron Vigorito ora è davvero pronta a rompere gli indugi - dopo aver allungato l'agonia della gestione Caserta, che già nel post-Genoa era stato ad un passo dall'esonero - e il nome di Fabio Cannavaro (l'alternativa è D'Aversa) affascina in vista di un ribaltone che viene considerato mai così necessario per dare compattezza e continuità ad un gruppo con tanti elementi di categoria. In Toscana si corre ai ripari invece con la soluzione più ovvia ma con le incognite legate ad un rapporto di fiducia completamente da ricostruire tra la proprietà statunitense e un D'Angelo richiamato in fretta e furia per impedire che si accasasse a Como, dove l'indisponibilità a tempo indeterminato di Gattuso avrebbe rappresentato un fardello troppo pesante da reggere per il prosieguo della stagione.
LONGO PER IL COMO, BALDINI A PERUGIA - E così anche in riva al lago si volta pagina e, dopo aver valutato seriamente il profilo di D'Angelo e fatto più di un pensiero su Aurelio Andreazzoli, la scelta è caduta su Moreno Longo. Un altro allenatore che conosce molto bene la Serie B e che sarà animato dallo spirito di rinvincita per cancellare il doloroso ricordo dell'ultima retrocessione alla guida dell'Alessandria. Un tecnico che dovrà restituire una certa solidità difensiva ad una squadra che da inizio campionato ha già incassato 11 reti e ricreare quello spirito sbarazzino che era stato il piccolo grande segreto delle ultime due annate ben al di sopra delle aspettative dell'era Gattuso. Con un Fabregas e un Cutrone in più, sognare è lecito. Nel pomeriggio poi saluta anche Fabrizio Castori, che dice addio al Perugia dopo un inizio pessimo: al suo posto Silvio Baldini, l'ex Palermo.