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Ristrutturazione al via, caccia a punte e ali: ma prima bisogna cercare di vendere. Pazzini e Walcott, Juve allo shopping: "Faremo subito due grandi acquisti". Dobbiamo riflettere bene e valutare con attenzione i giocatori che ci sono», ragionava già lunedì Luigi Del Neri. Perché «quella della Juve è stata una stagione particolare - aggiungeva il nuovo tecnico bianconero - e qui ci sono giocatori di qualità». Diversi, però, non si sono dimostrati tali e, comunque, hanno deluso. Per questo motivo la convinzione della società, che già negli incontri di ieri emergeva era una: prima di tutto occorre pianificare le cessioni, poi si passerà agli acquisti. Tra questi ci saranno almeno quattro esterni, tra difesa e centrocampo, un regista o facente funzioni, un difensore centrale e una punta, o due, se Amauri troverà un altro indirizzo. Due saranno «grandi colpi», a costo di investire notevoli risorse, mentre ad altri pezzi si arriverà con alcuni scambi. Faccia e piedi da spot dovrebbero essere ingaggiati almeno su una corsia, dove viaggia buona parte del gioco di Del Neri. Le ambizioni puntano al massimo, sondando nomi come Frank Ribery (Bayern Monaco), David Silva (Valencia) e Theo Walcott (Arsenal). La risistemazione della squadra passa però anche da buoni giocatori, specializzati nel mestiere richiesto: se Del Neri può averli a disposizione, ha dimostrato di saper allestire buone geometrie. Sempre per le corsie, allora, piace Domenico Criscito, che tornerà alla base, dopo gli anni con il Genoa, così come sono seguiti Mattia Cassani (Palermo) e Aleksandar Kolarov (Lazio). Per l’assalto, dai lati ovviamente, affascina l’esterno serbo del Cska Mosca Milos Kranic. Per rinforzare la palizzata davanti a Buffon è indiziato invece Simon Kjaer, il cui procuratore è già stato un paio di volte a Torino. Andrà al ballottaggio con Leonardo Bonucci (Bari), sul quale c’è però anche la forte concorrenza dell’Inter. La Juve vorrebbe modificare anche l’assetto offensivo, innestando una punta centrale, al posto di Trezeguet: in pole c’è Giampaolo Pazzini, per una quotazione che si aggira sui 20 milioni di euro, mentre ne costa dai cinque ai dieci di più, il bosniaco del Wolfsburg Edin Dzeko. Molto dipenderà dalle cessioni, perché non c’è ristrutturazione senza demolizioni. Per prezzo pagato e rendimento stagionale del giocatore, l’operazione più complicata s’annuncia quella di Diego: pare difficile che il brasiliano possa rientrare nell’assetto preferito da Del Neri, e nel caso bisognerà trovargli una collocazione. Una strada potrebbe essere il prestito, all’estero, per non rischiare una notevole minus-valenza con una vendita. Dentro il 4-4-2 ha invece chance di ritrovarsi Felipe Melo, un altro che per i 25 milioni di euro pagati un anno fa non sembra facilmente collocabile, a meno di non volerlo infilare in scambi. Sul mercato, per ricavarci preziose plus-valenze, potrebbe finirci Momo Sissoko. Un lavoro ancora più complicato aspetta Marotta su quei giocatori che hanno abbondantemente superato la trentina, hanno contratto e, spesso, stipendi lontani dal minimo sindacale. Da Trezeguet e Camoranesi, da Grygera a Zebina, fino al Fabio Grosso ripudiano anche da Lippi. Andranno comunque impacchettati, se così Del Neri deciderà, altrimenti niente nuovi innesti e, si deduce, miglioramento.