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Una bufera dietro l'altra. Come se non bastassero per il governo Conte le polemiche sulla gestione dell'emergenza coronavirus, i continui contrasti con le Regioni sulle misure da adottare in piena crisi e quelle per favorire la ripartenza e il caos sui finanziamenti a cittadini e imprese, il caso Bonafede rischia ora di mettere ancora più a repentaglio la tenuta dell'esecutivo.

SFIDUCIA AL GOVERNO? - Quella di domani è una giornata importante al Senato, perché si voterà la mozione di sfiducia presentata nei confronti del ministro della Giustizia, appartenente al Movimento 5 Stelle. Discusso a più riprese dai componenti dell'opposizione, a Bonafede potrebbe costare cara il controverso decreto svuota-carceri, in piena emergenza per la pandemia, che aveva portato alla liberazione di alcuni importanti esponenti della criminalità organizzata. La sfiducia, avanzata da +Europa e dai principali partiti di opposizione, viene considerato da più parti come un test sulla tenuta del governo."Se passa una mozione di sfiducia a Bonafede si apre una vera crisi, non c'è dubbio. Non si può pensare che con il ministro della Giustizia, capo del principale partito in Parlamento, la cosa si risolve con una pacca sulla spalla", ha dichiarato a "Un giorno da pecora" il capogruppo alla Camera del Partito Democratico Graziano Delrio.
DECISIVO RENZI? - Un parere condiviso e rafforzato da Vito Crimi, capo politico dei 5 Stelle: "Se qualcuno della maggioranza ritiene di votare la mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia, è come se votasse una sfiducia al governo". Sarà probabilmente fondamentale il ruolo di Italia Viva, il movimento di Matteo Renzi, che ha fatto sapere al premier Conte di attendere il discorso di domattina di Bonafede prima di pronunciarsi.