L’inimmaginabile è accaduto. Gli effetti sono scolpiti sui volti del popolo bianconero e su quelli della gente napoletana. Espressioni stordite e tinta della pelle grigiastra per i primi. Esaltazione allo stato puro per i rivali. E quel punticino che ancora tiene accesa la speranza juventina di uno scudetto che pareva ormai vinto sembra possedere la consistenza di un papavero rosso in una giornata di gelo.

La Juve se l’è andata a cercare con il lumicino scordandosi per tutti i novanta minuti di essere se stessa e non una qualunque provinciale che si accontenta di un pareggio. In più assistere ad un Dybala il quale, proprio nel momento topico per la squadra e per la sua fama di fuoriclasse con addosso la maglia numero 10, ha vagato come un ectoplasma per il tempo che gli è stato concesso, impone domande inquietanti sul suo effettivo valore e soprattutto sul suo carattere. Omar Sivori si sarà rivoltato nella tomba.

Sarri, seppure maleducato e rozzo, se la gode. Forse ha ragione lui quando afferma: “Adesso andiamo a divertirci”. Perché il tecnico del Napoli sa di poter contare, per la volatona finale, dell’apporto di un uomo in più che, pur non potendo scendere in campo, ha un nome ben preciso e potrebbe possedere una valenza decisiva nel far pendere la bilancia dalla parte del Napoli. Si chiama odio per la Juventus.
E’ ben triste anche soltanto doverlo pensare, ma è la realtà. Quella che ieri mattina è stata esemplificata da una signorina internauta la quale su Facebook ha pubblicato da Firenze l’ennesima volgare e ignobile invettiva contro le vittime dell’Heysel.  Cose da intervento della Polizia Postale. E proprio a Firenze, sabato prossimo, il Napoli andrà a cercare i punti che potrebbero voler significare il sorpasso poiché la Juventus se la dovrà vedere al Meazza non solo contro l’Inter di Spalletti ma soprattutto contro l’odio del popolo nerazzurro. Immaginare che la piazza viola, per una volta, spinga i partenopei più che non la sua squadra non è poi così fantascientifico visto che lo slogan è quello di “meglio morti che gobbi”.

E non sarà finita lì perché, sette giorni dopo, il Napoli giocherà al San Paolo contro il Toro ai cui tifosi quando vedono bianconero viene l’orticaria. Per non dover dire che alla Juve toccherà anche scendere all’Olimpico contro il popolo di Totti il quale ha tanti sassolini da togliersi dalle scarpe. Un quadro proprio niente consolante per Allegri e i suoi ragazzi perché da oggi e fino alla fine del campionato non dovranno sfidare soltanto l’avversario di turno, ma più di mezza Italia pronta a gridare “Siamo tutti napoletani”.