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A Parma domenica scorsa è andato in scena un copione già visto varie volte in questa stagione, specialmente in trasferta. Un buon Siena, reattivo specie dopo aver preso il primo schiaffo, ma che poi ha dovuto soccombere contro un avversario che oggettivamente non era sembrato così trascendentale. I bianconeri (ai quali non sembra portare bene la tenuta gialla) nella ripresa ci hanno provato con grinta e convinzione, addirittura maggiore rispetto ad altre occasioni, ma non è bastato. Gli episodi sono sempre decisivi, e mai dalla parte della Robur. Spiace ripetersi e ancora di più piangersi addosso, ma il 'vento contrario', come lo ha definito Perinetti, a volte sembra soffiare molto forte. Non sono solo le decisioni arbitrali, che mai in questa stagione hanno favorito il Siena e poche volte gli hanno reso giustizia, ma anche gli episodi tecnici delle partite chiave.

Al primo tiro in porta subito i bianconeri spesso vanno sotto, mentre ad occasioni rovesciate solo raramente è successo il contrario. Specie negli scontri diretti, chi segna per primo mette giocoforza una bella ipoteca sulla vittoria: era successo a favore contro Lecce, Chievo e Cesena, e purtroppo a Bologna e Parma se n'è avuta la riprova. La classifica si è accorciata, ma era chiaro che le ultime tre non potessero sempre tenere un passo tanto negativo quanto quello avuto fin ora. Adesso viene il momento più difficile: il calendario è tosto e le avversità aumentano, basti pensare alle assenze pesantissime di domenica prossima. È proprio in questi momenti che la squadra deve tirare fuori qualcosa di più oltre alle buone prestazioni.

Adesso l'attenzione generale sembra andare molto sul mercato, ma è un errore, visto che difficilmente ci potranno essere grosse sorprese. Nella zona mista del 'Tardini', subito dopo la sconfitta contro il Parma, Giorgio Perinetti aveva recitato il mea culpa. 'Si parla troppo di mercato è troppo poco del campionato'. In estrema sintesi, ma con parole molto forti, il responsabile dell'area tecnica della Robur ha voluto far intendere a tutto l'ambiente che in questo momento sono troppe le attenzioni date alle trattative, vere o presunte tali, e poche, o quantomeno non sufficienti, quelle dedicate alla situazione di classifica, che non è ottimale ma resta comunque più che dignitosa a soli 90 minuti dal giro di boa.