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Gigi Simoni, ex tecnico dell'Inter con all'attivo una Coppa Uefa vinta nel 1998, conosce molto bene l'ambiente nerazzurro e il presidente Massimo Moratti. L'attuale direttore tecnico del Gubbio è una delle persone più indicate per analizzare l'attuale momento di crisi dell'Inter di Leonardo, dopo le pesanti sconfitte contro il Milan nel derby e contro lo Schalke 04 nell'andata dei quarti di finale di Champions League. Calciomercato.com lo ha intervistato in esclusiva.

Lei che lo conosce bene, cosa starà pensando Moratti in queste ore? Pensa che darà ancora fiducia a Leonardo nella prossima stagione? Si parla già di un sogno Guardiola...
"Non so cosa pensi Moratti. Penso che sia un po' amareggiato per queste due partite. E' passionale, vuole molto bene alla squadra, al di là della professionalità. E' innamorato della sua Inter e queste ultime due partite l'avranno un po' sconcertato. Avevo letto delle sue dichiarazioni che esaltavano in modo convinto Leonardo e il suo lavoro. Poi sono arrivate queste due sconfitte che certo non lasciano Moratti contento e tranquillo, però penso che non cambi la fiducia nell'allenatore e nella squadra".

Ma cosa non ha funzionato contro Milan e Schalke: atteggiamento tattico sbagliato oppure stanchezza fisica e mentale dei giocatori?
"Il motivo non lo so. Qualche giorno fa ho assistito a un allenamento dell'Inter e li ho visti molto motivati, sembravano in una grande condizione, mentale soprattutto, per affrontare la gara con lo Schalke. Evidentemente qualcosa non funziona al meglio, forse sono un po' stanchi. E' una squadra che ha vinto tanto, ha vinto tutto, ci sono giocatori che hanno recuperato dagli infortuni e che magari non hanno una condizione atletica perfetta. E adesso il rendimento è inferiore a quello che è nelle possibilità di questa squadra. Non so se sia un fatto psicologico o fisico, certo che guardando la partita sono rimasto sorpreso. Per quanto riguarda l'atteggiamento tattico, diciamo che l'Inter ha vinto tutto più o meno con la stessa formazione di adesso, ma magari con un'attenzione maggiore alla fase difensiva. Con Mourinho l'Inter giocava più contratta, faceva fare con convinzione il terzino o l'esterno arretrato a Eto'o. Era una squadra che concedeva meno e in contropiede diventava molto pericolosa. Ora magari si gioca un po' più avanti, ma poi non so se il motivo della crisi sia questo. L'Inter anche con Leonardo ha avuto un momento molto buono, ha fatto dei risultati importanti, poi le ultime partite le ha ciccate. Ci sta nel calcio. Per dare un giudizio più preciso dovrei essere partecipe di questa cosa". 

Nel ritorno con lo Schalke l'impresa sembra disperata, mentre forse in campionato i cinque punti dal Milan sono ancora recuperabili. Questa Inter ancora da scudetto?
"Sì, non credo che il derby sia stato decisivo. Perderlo è stato negativo, ma è presto per dare giudizi definitivi. L'Inter ha cinque punti di svantaggio dal Milan, ma, considerando gli scontri diretti, diventano sei, che sono solo due partite, sulle sette che restano da giocare. Quindi è meglio andare con i piedi di piombo prima di dire che i nerazzurri sono giù fuori dalla lotta scudetto. Penso che l'Inter abbia ancora delle possibilità".