'Sine ira et studio'. Tradotto dal latino: "Senza ira, né pregiudizi". Enrico Mentana risponde a Matteo Salvini, che durante un comizio si era rivolto così al proprio elettorato: "Vi sfido, fate un esperimento. Andate a guardare questa sera i telegiornali, Tg1, Tg5 o quello di La7. Non affronteranno nessuno degli argomenti dei quali stiamo parlando qui in piazza, ma parleranno solo di fesserie di cui non importa nulla a nessuno". 

Mentana, direttore del Tg di La7, gli ha risposto in diretta tv: "Salvini tanto per cambiare ha scelto un altro obiettivo, non più scrittori o conduttori televisivi che non gli piacciono, ma direttamente i telegiornali. È segno che evidentemente in questo momento lui, o chi gli indica gli obiettivi comunicativi, ritenga faccia gioco prendersela con i telegiornali. A noi, con tutto il rispetto, fa un baffo una critica come questa. Forse dovremmo parlare del concorso Vinci Salvini, che è stato lanciato sui social dallo stesso ministro dell'Interno o forse più seriamente delle famose centinaia di migliaia di rimpatri promessi un anno fa in campagna elettorale, e che non ci sono stati affatto. Ma sicuramente il ministro ne avrà parlato nel suo comizio. Col sorriso sulle labbra però ricordiamo a Salvini che abbiamo criticato anche chi ha governato prima di lui, con più titolo e per più lungo tempo, prima per queste scelte inconsulte e di offesa all'informazione. Certo, queste cose non fanno paura e non modificano il nostro modo di lavorare che sarà comunque sempre 'sine ira et studio', anche Salvini ha fatto il classico con noi, nei suoi confronti". 

Il vice-premier Salvini ha poi controreplicato su Facebook: "Sapete cosa vi dico? Vi lascio programmi tv, giornali e telegiornali che fanno solo comizi di sinistra e mi tengo i milioni di italiani che ragionano con la loro testa!". 

Sempre lunedì sera l'allenatore dell'Inter, Luciano Spalletti ha puntato il dito contro la Gazzetta dello Sport: "Robert Redford? Sono tre mesi che scrivono sempre le stesse cose. Se si dice ogni settimana che piove, tutti i giorni, poi prima o poi piove. La qualità è quando lo dici e ci azzecchi subito. La Gazzetta da due anni scrive le stesse cose, vorrà dire che qualcosa lo sanno. Ora arrivano a fare offese ben precise: bollito, alla frutta... Queste sono offese, poi io mi difendo e difendo l'Inter, non rispondo male. Durante la stagione ci sono momenti in cui qualche posizione va presa. Da otto anni all'Inter fanno la stessa cosa, io dico a tutti gli interisti di difendersi. Marotta cerca di fare il meglio per l'Inter, ma vedo disparità nei trattamenti. Io rassegnato non sono mai, anzi ho carattere da mettere a disposizione che mi avanza. Uno non vorrebbe mai che tocchi a noi, ma è normale che si venga valutati e che si cerchi il meglio per la società. Io non ho mai detto niente su questo. Fa parte del ruolo dell’allenatore che è precario, ma non dimentichiamoci da dove siamo partiti". 

Un giornalista della Gazzetta dello Sport, Andrea Elefante ha poi scritto un pezzo di commento intitolato: "Inter, quanta fatica per prendersi un destino scontato". Riferendosi alla qualificazione in Champions League