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Salvatore non solo di nome ma anche di fatto. Da quando è arrivato al Torino, Sirigu si è spesso messo in mostra con le sue parate che hanno permesso alla squadra granata di guadagnare punti importanti. L'ultima paratona dell'ex Paris Saint Germain è arrivata nei minuti finali della partita contro l'Udinese, quando ha respinto il calcio di rigore di Rodrigo De Paul proteggendo il preziosissimo 1-0 firmato Ola Aina. Alla prodezza di domenica pomeriggio è ora seguita una dedica speciale: ai pastori sardi che da giorni stanno manifestando per il crollo del prezzo del latte di pecora. 

Il rigore parato lo dedico ai pastori sardi che stanno affrontando un periodo particolare. Tutti abbiamo ascoltato la loro voce, visti i loro gesti di dissenza per la loro condizione lavorativa” ha dichiarato il portiere ai microfoni di Torino Channel. Prima di essere un calciatore, Sirigu è infatti un ragazzo nato e cresciuto in Sardegna (è originario di Nuoro), orgoglioso delle sue origini e vicino alla gente e ai problemi della sua terra. “Essendo sardo e essendo fiero di esserlo – ha continuare l'estremo difensore granata - voglio dimostrare la mia vicinanza e la mia più totale comprensione per la loro attuale situazione che va sicuramente migliorata. Spero che lo Staro possa dargli una mano". 

Quello respinto a De Paul non è il primo rigore parato da Sirigu da quando è arrivato al Torino: degli undici tiri dal dischetto che si è trovato a fronteggiare in questo suo anno e mezzo in granata ne ha infatti neutralizzati cinque. Solamente il numero 1 del Cagliari, Alessio Cragno, nelle ultime due stagioni ha parato più penalty: sei, ma su un totale di quindici. La media del portiere granata è quindi superiore a quel del giovane collega rossoblù.