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Skriniar e Leao, a giorni alterni. Un giorno uno resta e l’altro va. E viceversa il giorno dopo. Succede ovunque: si legge, si ascolta e si guarda su giornali, radio e tv. Nessuno escluso, anzi. Compreso calciomercato.com. E alzi la mano chi può affermare il contrario.

Skriniar passa con frequenza settimanale da incedibile a cedibile; quindi da rinnovabile (il contratto) a trasferibile “solo se”; poi da partente a gennaio per 30 milioni ma con il rischio che a giugno se ne vada a zero. Sei versioni in sette giorni (uno è di riposo), dimenticando un paio di domande che meriterebbero risposta da Marotta&Co. La prima: in estate è davvero arrivata un’offerta ufficiale dal Psg di 60 milioni? La seconda: perché Skriniar non ha ancora rinnovato il contratto che scadrà esattamente tra nove mesi, quando sarà beatamente libero a zero euro? L’impressione è che la narrazione estiva sia stata molto superficiale, un po’ opaca e sicuramente acritica. Se davvero l’Inter ha ricevuto un’offerta da 60 milioni e l’ha trattenuto senza avere in pugno il rinnovo del contratto, ha sbagliato. Punto.

A giorni alterni e con cifre sballate, la situazione di Leao in rossonero non è meno preoccupante. Il talento portoghese ha una clausola di 150 milioni (complimenti a Boban) e un valore di mercato non inferiore a 100 milioni. Con questa valutazione, qualsiasi top club europeo gli può offrire un ingaggio da 10 milioni netti a stagione. Se vuole trattenerlo e magari rivenderlo fra qualche anno, anche il Milan deve offrire un ingaggio all’altezza della concorrenza. Tetto agli ingaggi e sostenibilità? Tutto giusto e Maldini ne va giustamente orgoglioso. Ma attenzione a non far trascorrere troppo tempo, perché un anno fa c’era Dybala, ora c’è Skriniar e domani ci sarà Leao. Per non avere speranze e rimpianti che si trascinano fino alla scadenza del contratto, bisogna decidere prima. Molto prima. Anche a costo di rischiare moltissimo.