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La nazionale egiziana non sta vivendo un buon periodo storico: dopo aver vinto per 3 volte consecutivamente la Coppa d'Africa tra il 2006 e il 2010, nelle ultime tre edizioni non si è nemmeno qualificata. Negli anni d'oro il simbolo era Mohamed Aboutreka, eletto per 5 anni di fila il miglior giocatore egiziano, soprannominato lo "Zidane d'Egitto". Negli ultimi anni nella Nazione del Nilo sono sicuri che è sbocciato il suo degno erede: Ramadam Sobhy. Insieme a Mohamed Salah rappresenta la più grande speranza per i Faraoni, che sperano in questa coppia per tornare ai fasti del passato. Sul nuovo talento africano c'è il Milan, che lo sta facendo osservare, con ottimi riscontri, da diverso tempp e può tentare l'assalto decisivo per assicurarsi uno dei migliori prospetti del calcio d'Africa. 

IL PROFILO - Sobhy è un attaccante esterno classe 1997 che gioca nell'Al-Alhy, squadra in cui milita sin da quando era bambino. Nonostante la sua giovane età, le sue caratteristiche sono già ben evidenti: un'ala sinistra di piede destro che può ricoprire tutti i ruoli offensivi, sempre alla ricerca del dribbling per poi arrivare al tiro. Dotato di una grande tecnica individuale, che lo rende in grado di puntare l'uomo tenendo sempre la sfera attaccata al piede, dispone anche di un fisico importante (183 cm), che gli permette di difendere il pallone e resistere ai contrasti. Giocatore che cerca prevalentemente la conclusione personale, ma dispone di una sapiente visione di gioco, qualità che lo rende anche un uomo assist capace di mandare in porta i compagni, come dimostrano i 6 passaggi decisivi di questa stagione.Un giocatore quindi in grado di segnare e di far segnare, un trequartista moderno col vizio del gol in stile Gotze o IscoAbile anche sui calci piazzati, la sua giovane età fa sì che possa ancora ampiamente migliorare, raffinando le proprie qualità; ad esempio margini di miglioramento ci sono nella gestione del pallone, che troppo spesso lascia i suoi piedi con eccessivo ritardo.

CUORI PER  IL MILAN - Sobhy ha giocato sempre con l'Al-Ahly, è già oggi un titolare fisso nel club, in cui ha fatto il suo debutto a 16 anni, e nella nazionale, dove ha esordito grazie a Hector Cuper nel 2015 nel match contro la Tanzania, diventato il secondo giocatore più giovane di sempre ad esordire con la maglia dei Faraoni dopo Mido, che i tifosi della Roma ricorderanno con grande affetto. Ha già esordito nella Champions League africana, in cui ha anche trovato la via del gol. Le sue qualità lo hanno presto messo nel mirino di molti top club: in primis si è fatto vivo l'Atletico Madrid, che lo aveva visionato in un torneo Under-17, poi anche Lipsia, Arsenal e adesso il Milan. L'Al-Ahly per non perderlo gli ha recentemente rinnovato il contratto fino al 2020, ma la mediocrità del campionato locale, insieme al fascino di una grande squadra come il Milan, fanno sì che il costo del cartellino sia abbordabile: 4-5 milioni dovrebbero essere sufficienti per portarlo in Europa. Il suo allenatore all'Al-Ahly lo ha definito un "calciatore benedeto". Sobhy ad ogni gol dedica un cuore alla fidanzata, mimandolo con le mani. Chissà che quei cuori possano diventare per metà rossi e per metà neri